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Il pareggio ottenuto contro la Turris nella gara giocata in campo neutro a porte chiuse nell’ultimo turno di campionato, consente all’Acr Messina di piazzarsi al tredicesimo posto in graduatoria, con 28 punti, con un margine di 5 lunghezze sulla zona play-out, quella quattordicesima posizione occupata dal Marsala, prossimo avversario dei giallorossi al “S.Filippo”.
Potrebbe sembrare una situazione abbastanza tranquilla, ma, in realtà, la società presieduta da Bruno Martorano, attende gli esiti di alcuni ricorsi presentati in Lega da tesserati della scorsa stagione, che potrebbero riservare almeno tre punti di penalizzazione. La nuova proprietà si è affidata all’avv. napoletano Edoardo Chiacchio, che già si occupò, senza successo, della richiesta di ripescaggio inoltrata lo scorso luglio dal Messina allora guidato da Arturo Di Mascio e Marcella Chierichiella. Alcune voci riportano che vi sarebbero delle irregolarità formali nell’iter di presentazione dei ricorsi che potrebbero ridurre le penalità, ma rimane la preoccupazione per il finale di una stagione che, fino ad oggi, ha avuto dell’inverosimile.
Guardando a ritroso, infatti, da luglio 2010 ad oggi, il Messina ha praticamente vissuto quattro gestioni diverse. Unico filo conduttore, non si sa quanto casuale, la presenza di Sergio Campolo in panchina. L’ex capitano del FC Messina in serie B, infatti, venne prima nominato da Di Mascio a luglio, ma quasi subito “ripudiato” per Eziolino Capuano, presentato in una chiassosa conferenza stampa il 19 luglio 2010 al “S.Filippo” con proclami roboanti tipo “porterò il Messina in B in due anni” e “voglio una squadra quadripallica” e salutato dopo due settimane, quando apparve evidente che il ripescaggio in Seconda Divisione, senza la presentazione di alcuna reale garanzia economica da parte del “gruppo Di Mascio”, era una pura invenzione.
Destano scalpore, da allora, i numeri snocciolati dal Messina nella annata agonistica 2010-2011, e siamo ancora solo al mese di Gennaio 2011, quindi a 4 mesi dalla conclusione. Sono stati 80 i giocatori impiegati in casacca giallorossa nelle 26 gare disputate, a partire dalla prima amichevole (Messina-Borgo Trevi del 26 luglio 2010) fino a Turris-Messina di domenica scorsa.
Di questi, ben 46 calciatori diversi hanno giocato i 20 turni di serie D (in tre occasioni, infatti, il Messina ha rinunciato), 12 sono stati schierati in Coppa Italia, nell’unico turno giocato contro il Valle Grecanica (un umiliante 0-6 casalingo il 22 agosto) e 22 nelle amichevoli precampionato. Solo Santino Biondo (classe 1992) e Cristian D’Angelo (classe 1991) possono affermare di essere stati sempre presenti in tutta questa allucinante annata, passando per la guida tecnica di ben 6 allenatori diversi (Capuano, Labonia, Domenicali, Cirino, Beoni, Campolo), e una miriade di direttori sportivi, dirigenti e presidenti.
Si capisce, quindi, perché l’unico reale desiderio ed obiettivo dei tifosi biancoscudati, sia, al momento, quello di potere, finalmente, pensare agli ultimi 13 turni di campionato con un minimo di “normalità”. La presenza di una dirigenza che sembra volere innanzitutto mettere ordine in una situazione così caotica induce ad un cauto ottimismo, ma l’impresa che attende il presidente Martorano è davvero difficilissima.
Intanto, domenica prossima, arriverà al “S. Filippo” una concorrente diretta nella lotta per la salvezza, quel Marsala che schiererà, molto probabilmente, anche Cocuzza, uno dei pilastri del Messina “versione Beoni” capace di inanellare, tra novembre e dicembre, una serie positiva che fruttò 16 punti in 6 gare, prima della sconfitta casalinga contro la capolista Ebolitana.
Una vittoria consentirebbe di mettere una distanza abbastanza sicura con la zona calda della classifica e darebbe una certa serenità, requisito indispensabile per iniziare a pensare alla prossima stagione. Di questi tempi, dopo il calcio vissuto pericolosamente ormai da un triennio a Messina, sarebbe già un mezzo miracolo.