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In estate Massimo Maccarone rappresentava una garanzia per l’attacco. Sul campo, invece, ha deluso le attese: pochi gol, prestazioni opache, entusiasmo sotto le scarpe e mancanza di buona volontà, insomma passi indietro rispetto agli anni di Siena dove l’attaccante di Galliate aveva fatto innamorare tutti gli estimatori del bel calcio. Da ieri il numero 32 rosanero è stato ceduto a titolo definitivo alla Sampdoria per 3 milioni di euro. Qui ha firmato un contratto che lo legherà al club blucerchiato fino al 2013. Davanti all’aeroporto di Genova stamani, intercettato da Sky, ha descritto le sensazioni del suo trasferimento: «Sono felicissimo di essere qui anche perché mi volevano tante squadre. Io ho scelto loro, i blucerchiati da sempre mio desiderio. Accoglienza calorosa? Sono molto contento per ciò che mi hanno riservato i supporter. Non pensavo proprio che potesse essere così».
Eppure questo passaggio sta creando non pochi problemi in casa rosanero. Delio Rossi ieri in conferenza stampa non ha voluto «esprimere alcun commento» alla cessione di Maccarone, lasciando comunque trasparire il suo disagio nel dover gestire una rosa povera di attaccanti. Al momento, dopo gli infortuni di Hernandez e Pinilla, il tecnico rosanero ha a disposizione solo un attaccante di ruolo, ovvero Miccoli. Prontamente oggi è arrivata la replica di Maurizio Zamparini: «Rossi parla da allenatore, e basta. Io non ho nessun commento da fare dopo le sue parole di ieri in conferenza stampa». Rimane, insomma, la solita maretta tra vertici societari.
Ma adesso proviamo a ripercorrere l’avventura in rosanero di Massimo Maccarone. In estate viene ufficializzato il suo passaggio al Palermo per circa 4,5 milioni di euro. Esordisce con la maglia rosanero nell'andata dei play-off di Europa League contro gli sloveni del Maribor, realizzando la sua prima marcatura su calcio di rigore. Viene schierato soltanto tre volte da titolare in campionato nelle 18 presenze totali per via dell’esplosione di Pinilla e di Ilicic. La sua seconda realizzazione viene compiuta in campionato in Palermo-Lecce del 26 settembre 2010. Un’altra ai danni della Sampdoria, poi più nulla in serie A. Nella gara di Cagliari, l’ultima con la maglia rosanero, ha dimostrato ancora una volta troppa svogliatezza. Pare che il giocatore non abbia mai realmente sposato, purtroppo, il progetto Palermo. La separazione consensuale è stata dunque doverosa.