



Igea-Siracusa 0-2: far west al D'Alcontres, la spuntano gli azzurri e la rincorsa continua
Ssd Acireale-Rometta, 2-0: anche i messinesi cadono sotto i colpi dei granata
Catania-Livorno 3-3: le pagelle
Almiron salva il Catania dal tracollo, col Livorno finisce 3-3
La giornata di ieri, 26 gennaio 2011, potrebbe aprire una fase importante nelle vicende dell'Acr Messina, dopo l'avvento della nuova dirigenza, comandata da Bruno Martorano, all'alba di questo anno.
In mattinata, il Presidente e il responsabile dell'area tecnica Pasquale Leonardo, hanno incontrato i componenti la Commissione Consiliare Sport del Comune, per illustrare alcuni dei progetti che la nuova società ha in mente per rilanciare il calcio peloritano.
“Abbiamo acquistato questa società a poche ore della radiazione- ha spiegato Martorano- ereditando solo macerie sulle quali è nostra ferma intenzione costruire basi solide per un progetto serio, concreto, solido. Noi non facciamo richieste economiche di alcun genere, chiediamo invece di operare insieme per arrivare a raggiungere i migliori risultati. Non siamo una società chiusa, tutt’altro, siamo aperti sia al confronto che all’apporto di imprenditori locali ed istituzioni che vorranno condividere il nostro progetto. Il nostro primo obiettivo, al quale stiamo lavorando sin dal 4 gennaio, è sanare i conti e dimostrare che siamo una società pulita e con le carte in regola. Se vogliamo puntare al ripescaggio dobbiamo portare i bilanci a Roma, ed i bilanci di questa società mancano dal 2009. Su questo fronte stiamo lavorando per presentarci in regola a luglio e puntare al calcio professionistico, ma questo non basta, perché un progetto serio deve avere basi solide, perché in caso contrario il rischio è presentarsi e poi sparire e non è certo questa la nostra intenzione. Senza basi solide non si cresce, si è destinati, prima o poi a sparire. Noi invece vogliamo costruire qualcosa che duri a lungo e che aiuti a crescere tutto il tessuto sociale e produttivo della città”
Il modello è quello della vicina Reggio Calabria, dove, con l'apporto delle amministrazioni locali, si è riuscito a costruire il Centro Sportivo di S. Agata, ma anche il Chievo Verona, o, addirittura, le grandi del calcio, che hanno strutture di proprietà con impianti nei quali, come afferma Martorano nel comunicato stampa distribuito ieri, "i ragazzi possano giocare a calcio ma anche studiare insieme, socializzare, crescere e costruire il proprio futuro. Il vivaio è importante per il futuro di una società calcistica seria. Anche in questo caso noi non chiediamo contributi, ma un sostegno nell’individuazione del percorso da seguire e dell’area da destinare alla Cittadella”.
La risposta, da parte dei consiglieri comunali presenti, non si è fatta attendere, con un florilegio di proposte che vanno dalla utilizzazione delle aree militari dismesse (presenti in zone anche molto centrali), alla creazione di sinergie con il mondo delle scuole, fino alla disponibilità alla sottoscrizione, da parte dell'intero Consiglio Comunale, di un buon numero di mini abbonamenti per sostenere la squadra in questo finale di stagione.
La Commissione ha anche promosso la costituzione di un tavolo tecnico in tempi brevi, anche alla presenza dell’assessore all’urbanistica Corvaja e della commissione competente, per individuare le forme di collaborazione reciproca tra Comune ed ACR Messina.
Aldilà della bontà dell'idea, occorre che il clima di disponibilità e di apertura verso la città, venga confermato nei prossimi mesi, allorquando si dovrà provvedere ad ottenere la salvezza sul campo, sistemare il caos amministrativo e concorrere ad eventuali ripescaggi.
In quel caso, sarà possibile pensare al futuro ponendo delle basi solide come quelle indicate da Martorano ieri, e si potrà ritornare ad alimentare la passione, ormai sopita da tempo.
Il primo passo, quindi, sarà battere il Marsala domenica prossima. E continuare a lavorare producendo solo fatti.