Tra dubbi e vicende societarie la passione dei giallorossi

Spazio ai tifosi


Tra i meandri societari del Messina, le cui ramificazioni tendono a essere sempre di più aggrovigliate per via delle recenti vicende legali e di gestione del club, Davide Mangiapane ha parlato della sua squadra del cuore da tifoso e da direttore del forum,  biancoscudati.it, in una intervista per Golsicilia.

- In che modo un forum può fare informazione? Quali sono le dinamiche di un tifo telematico?

«Un forum su internet, secondo me, non deve fare informazione. E' un luogo nel quale si incontrano, per discutere, persone che condividono la medesima passione, nel nostro caso per il Messina. L'informazione spetta ai siti dedicati a questo scopo, curati da giornalisti. E' chiaro che può accadere di trovare una notizia attraverso le discussioni su un forum come www.biancoscudati.it, ma noi abbiamo sempre tenuto a precisare che siamo una cosa ben diversa rispetto a un sito giornalistico.

Riguardo alle dinamiche del tifo telematico, invece, posso rifarmi alla nostra esperienza. Il forum nasce nel 2004, per iniziativa di un gruppo di tifosi già da anni utenti in altri siti sportivi locali. In sei anni, possiamo dire di avere attraversato tutte le fasi possibili ed immaginabili nelle vicende di una tifoseria calcistica. Dall'entusiasmo sfrenato per le vittorie del Messina in serie A al fallimento della società ed all'acquisizione del titolo sportivo da parte dell'ACR. Una lunga teoria di avvenimenti che avrebbe stroncato un toro, ma non ha impedito al forum di restare comunque vivo. In realtà, la nostra, più che una comunità virtuale, è diventata un gruppo di amici che ha anche portato avanti iniziative concrete, sia in campo editoriale (la distribuzione gratuita in passato di un giornalino allo stadio) che nel sociale (una onlus che si occupa di problemi legati alle malattie rare ed alle disabilità)».

- Domenica ci sarà la partita Messina-Sambiase. Diverse sono state le iniziative in settimana per portare i tifosi allo stadio, che partita vi aspettate?

«La tifoseria organizzata superstite, che ha deciso di stare vicino alla squadra, restando vigile nei confronti dei comportamenti della dirigenza, è stata ripagata da prestazioni positive anche nei risultati. Si sono mossi anche alcuni consiglieri comunali in occasione di questo match, acquistando a un prezzo simbolico mille tagliandi, ai quali la società ne ha aggiunti altrettanti, da distribuire nelle scuole cittadine. Finalmente, quindi, il pubblico domenica prossima, complice anche la contemporanea assenza del calcio “televisivo” di serie A, potrebbe raggiungere numeri che non si registrano dall’ultima stagione in serie B, quando la media di presenze si attestava sulle 3.000 unità. E’ chiaro che si giocherà comunque in uno stadio da 42.000 posti, nel quale anche 10.000 tifosi farebbero un “effetto forno”,  come si direbbe a teatro. Ma, in un ambiente che da almeno un triennio ha visto “sterilizzata” la propria passione, tremila presenza domenica prossima rappresenterebbero un segnale di vitalità».

- Da Chierichella e Di Mascio a Piero Santarelli, da Manuele Domenicali a Loris Beoni, come i tifosi vivono questa incertezza?

«Una piazza come Messina che, nella stagione 2004-2005, in A, registrò una media di 35.000 presenze in occasione delle gare casalinghe e produsse, in tre anni nella massima serie, un totale di quasi 50.000 abbonati, non ha accettato lo choc prodotto dalla decisione presa nel giugno del 2008 dalla famiglia Franza. Da allora è prevalso, dopo lo scoramento, uno scetticismo e un allontanamento alimentato anche da gestioni societarie dell’Associazione Calcio Rinascita, nata a marzo 2009 con l’eredità del Fc Messina, che definire approssimative è un puro eufemismo».

- I giocatori sembrano non risentire di questi cambi di gestione giocando un buon calcio e facendo punti importanti, cosa li spinge a fare bene?

«Fin dall’avvento di Piero Santarelli al timone della società e dall’arrivo in città della squadra guidata da Domenicali, i tifosi organizzati hanno aperto un filo diretto con il gruppo e i calciatori si sono impegnati a dare il massimo indipendentemente dalle problematiche legate al passaggio da Di Mascio a Santarelli. La speranza è che, in qualche modo, la matassa ingarbugliata dalla precedente gestione si possa dipanare al più presto e che, nel breve periodo, si creino le condizioni per programmare una pronta scalata in posizioni più consone al prestigio della piazza».

- Cosa è rimasto del Fc Messina nel nuovo Acr Messina?

«Solo il numero di matricola e la continuità storica. Un valore che, per i pochi affezionati sostenitori che hanno continuato a seguire le sorti della “bianco scudata” in questi ultimi due anni, ha rappresentato l’unica, importante, ragione per continuare a dichiararsi tifosi del Messina».

- Da pochi giorni è iniziato il processo ai fratelli Franza e compagni sul fallimento del Fc Messina, quali sono le paure dei supporter?

«L’unica paura che hanno i tifosi organizzati, ma anche la stragrande maggioranza degli appassionati messinesi è che i soggetti coinvolti possano non pagare le proprie responsabilità».

- Il presidente Santarelli sta onorando i suoi primi impegni? Cosa pensano i tifosi?

«Tutta la vicenda del passaggio di proprietà e dei primi mesi di gestione riveste un carattere di precarietà che è sicuramente dipendente dall’assenza di qualunque continuità di gestione da parte delle varie compagini dirigenziali che hanno preceduto l’attuale presidente, comunque dirette da Arturo Di Mascio. L’acquisto delle quote sociali, perfezionato con atto registrato davanti al notaio lo scorso 30 agosto, prevedeva un corrispettivo che, a detta dello stesso Santarelli, non è stato ancora liquidato, in quanto non esiste certezza delle posizioni debitorie pregresse. La sequela di dichiarazioni e smentite susseguitesi negli ultimi 40 giorni ha creato una sorta di limbo nel quale gli unici sprazzi di luce sono stati rappresentati dalle prestazioni della squadra. Restiamo in attesa dei fatti».


Mirko Ruisi 08/10/2010
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