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Il Messina torna in casa dopo la sconfitta pesante subita ad Acri contro una neopromossa che ha messo in campo tanto agonismo e buona volontà, imbrigliando le “grandi firme” giallorosse. La vittoria in Coppa Italia contro la Valle Grecanica, un 4-0 scintillante nel turno serale di mercoledì scorso, ha ridato fiducia all’ambiente e sugli spalti, in un pomeriggio caldissimo, sono presenti circa 3500 spettatori, quota divenuta “standard” per il nuovo ACR resuscitato dal gruppo dirigenziale guidato da Lello Manfredi.
L’inizio della gara è al piccolo trotto, con i padroni di casa, in tenuta bianca e pantaloncini neri, che si schierano con un abbozzo di 3-4-3, nel quale Pensabene ripesca Grillo, mettendolo sulla stessa linea delle punte Ferraro-Corona. In difesa, Russo dovrebbe stringere insieme a Criaco e Occhipinti, mentre Caldarella e D’Alterio dovrebbero “arare” le fasce laterali per dare respiro alla manovra, con Coppola davanti alla difesa e Mento dietro gli attaccanti. In realtà, nei primi minuti, il Messina appare spaesato e molle sulle gambe e il Sambiase, a poco a poco, inizia a prendere confidenza. I giallorossi lametini schierano 5 under in campo e altri sei in panchina, ma tutti tengono la posizione e riescono a lottare su ogni pallone, confidando nella esperienza di Mandarano e nella verve di Okolie, da una vita sui campi della serie D.
Al 7’ Okolie liberato da un errore di Russo, tira di destro, ma Pontello Rossi, all’esordio in campionato, resta in piedi e chiude lo spazio sul suo palo.
Al 10’ ancora il Sambiase in avanti con Perri che si avventa su un cross alto non controllato da Pontello Rossi. Il portiere brasiliano attende invano il fischio dell’arbitro ma rimedia subito all’errore avventandosi sulla sfera.
Al 16’ ci prova ancora Martello da fuori area e trova pronto Pontello Rossi a deviare in angolo.
Tra il 18’ e il 19’, si contano ben 6 corner consecutivi a favore del Sambiase, con il Messina che non riesce a venir fuori dalla propria area di rigore.
Al 27’ Mandarano da sinistra entra in area, salta con facilità Russo e tira sul primo palo. Pontello Rossi respinge di nuovo dalle parti di Mandarano che ciabatta a lato.
Dopo due minuti ancora il Sambiase pericoloso con una botta dalla distanza di Martello che si perde di pochissimo sulla traversa.
Sul capovolgimento di fronte, alla mezz’ora, il Messina conquista il primo corner della partita, grazie ad una combinazione rapida sulla fascia tra Ferraro e D’Alterio, con quest’ultimo che si fa ribattere il cross in angolo.
Ma sono sempre i calabresi a menare le danze, quasi increduli per la mollezza con la quale il Messina affronta la gara. Al 33’ Okolie lanciato solo a rete viene anticipato a terra da Pontello Rossi che rimane lievemente contuso nello scontro con il nigeriano ex Mazara.
Si deve attendere il 40’ per “ammirare” il primo tiro in porta del Messina. Grillo dopo un passaggio di Ferraro entra in area da sinistra, e tira di destro rasoterra, impegnando Andreoli in una parata a terra piuttosto scolastica.
Al 45’ il portiere del Sambiase prova a dare una mano agli avversari e perde un facilissimo pallone alto da solo al centro dell’area, ma Grillo è troppo lontano e non sa approfittarne.
Il secondo tempo inizia come il primo e, dopo sessanta secondi, Perri salta come birilli i difensori del Messina e si presenta solo davanti a Pontello Rossi ma tira fuori di sinistro.
Al 9’ Martello si trova solo soletto al limite dell’area piccola su un corner, ma viene anticipato al momento del tiro.
Ancora tre minuti e Curcio da sinistra, converge al centro e, da una ventina di metri, lascia partire una bordata che Pontello Rossi respinge con i pugni.
Dopo tante occasioni sprecate dovrebbe concretizzarsi la famosa regola “gol sbagliato-gol segnato”, ma stavolta è il Sambiase a raccogliere i frutti di tanta pressione e, al 15’, Mandarano fugge sulla destra, complice anche uno sgambetto giudicato involontario dall’arbitro ai danni di Caldarella, arriva quasi sul fondo e serve a Okolie un assist che il centravanti nigeriano trasforma in gol con un tocco felpato di sinistro. Il Messina sembra scuotersi e, al 18’, conquista un calcio di punizione che Coppola tocca per Ferraro, ma il destro dell’ex attaccante del Taranto finisce fuori di poichissimo. Un minuto dopo Catania crossa da destra, Corona stoppa a due passi dal portiere, la palla finisce a D’Angelo che tira a porta vuota, ma Andriani riesce a deviare in angolo. Il Messina rifiata e, al 25’, sempre su calcio da fermo, Catania impegna Andreoli che devia in corner. Al 39’ Mandarano scappa sulla destra, crossa al centro e Curcio tira alto da posizione vantaggiosissima. Il Sambiase controlla agevolmente le sfuriate lente e prevedibilissime del Messina e inizia a pungere in contropiede. Il raddoppio arriva al 41’ con Okolie lanciato in campo aperto che si aggiusta il pallone tra Criaco e Occhipinti e lascia partire dal limite un destro radente che si insacca nell’angolino alla destra di Pontello Rossi. La partita, a questo punto, è chiusa, fino all’ultimo brivido di Cocuzza che, su punizione, centra la traversa quasi al 90’. Si finisce con i tifosi della Curva Sud che invocano maggiore carattere ( e i cosiddetti “attributi”) dai propri giocatori e salutano gli avversari con una pioggia di applausi, premiandone il coraggio e il cuore dimostrato in questa occasione. Il Messina è ancora in costruzione e questa sconfitta è pesantissima soprattutto per il morale della piazza, giungendo in un momento delicato da un punto di vista societario. Adesso, è indispensabile agire con mente lucida e mirare a fare di questo gruppo, nato nell'entusiasmo della salvezza dalla scomparsa del titolo sportivo, il nucleo per un blocco vincente che riesca a vincere con continuità.