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Ennesima vigilia densa di interrogativi per l’ACR Messina, che sarà impegnata domenica prossima sul campo di Ravagnese in una versione “light” del derby dello Stretto con i biancoazzurri dell’Hinterreggio. I club organizzati hanno diramato un volantino nel quale assicurano la propria presenza in terra calabra, ma con un atteggiamento alquanto scettico sull’esito delle vicende societarie a seguito dell’annunciato disimpegno del presidente Piero Santarelli.
Calciatori non pagati, sfratto dall’albergo che ospitava la squadra a Villafranca Tirrena, una pletora di debitori ereditati o moltiplicati dall’attuale “gestione” hanno fatto finire la pazienza dei supporter peloritani, ormai sfiancati da due anni e mezzo di umiliazioni e stenti nel massimo campionato dilettantistico nazionale. Negli ultimi giorni si è palesata una nuova cordata, l’ennesima, composta da Bruno Martorano, reggino, titolare della GSA srl, una azienda di pulizie che lavora con gli enti pubblici su tutto il territorio nazionale, e da Vincenzo Principato, messinese che opera sulla sponda calabra dello Stretto nel settore dei trasporti.
Il controverso atto di cessione delle quote, siglato a Roma lo scorso 30 agosto tra Marcella Chierichiella, alter ego dell’ex patron Di Mascio, e Santarelli, prevedeva un corrispettivo di 300.000 euro mai corrisposto dall’imprenditore romano, in quanto gli assegni non sono stati coperti. La diatriba e le reciproche accuse di inadempienza tra Santarelli e il duo Di Mascio-Chierichiella, ha portato all’autogestione da parte del direttore generale Gianni Magi, uomo di Beppe Accardi, e dell’allenatore Loris Beoni, con un gruppo di calciatori che hanno comunque dimostrato attaccamento alla maglia e professionalità, oltre a buone doti tecniche e di carattere.
Vittima di questa situazione, che ricalca la sceneggiatura di alcuni film di Totò e Peppino De Filippo, il popolo giallorosso e una città che, ormai, vive di ricordi in campo sportivo, vicini nel tempo, ma lontanissimi nella realtà. Domenica Hinterreggio-Messina la giocheranno solo quel centinaio di tifosi che attraverseranno lo Stretto carichi di orgoglio e di rabbia e undici ragazzi che proveranno a vestire con dignità quella gloriosa casacca biancoscudata disonorata da gente che nulla ha a che vedere con lo sport. L’annunciato incontro Di Mascio-Martorano, invece, previsto per martedì prossimo, appartiene al mondo dei sogni. Sperando che non sia il prolungamento di un incubo.