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Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma ed ex ds rosanero, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Golsicilia.it. Tra gli argomenti trattati, la gara di domenica che contrapporrà i giallorossi alla formazione di Mangia e le possibilità di scudetto della squadra di Luis Enrique.
Domenica Roma-Palermo: Sabatini che gara si aspetta?
«Una gara difficilissima. Non fa testo la partita che ha giocato il Palermo a Milano, a “San Siro” i rosanero non sono scesi in campo. Nelle precedenti partite, invece, la squadra di Mangia aveva lanciato segnali molto importanti, dimostrando di essere una compagine forte ed equilibrata. Sarà una partita molto difficile, su questo non ho dubbi».
Eppure, a giudicare dall’ultima trasferta in casa del Milan, la squadra di Mangia sembra un avversario decisamente alla portata della Roma…
«Il Palermo è una squadra di tutto rispetto che si è proposta come una delle principali realtà di quest’inizio di stagione. La classifica, in tal senso, parla chiaro. Ribadisco, la trasferta milanese va considerata una parentesi a parte: la squadra ha sbagliato l’approccio alla partita, può capitare».
Contro i siciliani mancherà Totti. L'assenza del capitano può condizionare la prestazione dell’undici giallorosso?
«Le assenze sono sempre un handicap, a prescindere dall'avversario. Quella di Totti, in particolar modo, è una perdita importante, tuttavia l’organico ha diverse soluzioni e chi andrà in campo sarà senz’altro all’altezza della situazione».
Le cronache parlano di un Kjaer disastroso. Stanno davvero così le cose?
«Kjaer ha iniziato abbastanza bene, in seguito ha avuto diverse disavventure che hanno inciso sulle sue prestazioni, vedi l’espulsione contro la Lazio che ha provocato diversi problemi alla squadra. Conosciamo tutti le sue qualità, avrà tempo e modo per riscattarsi».
Riscontra qualche differenza tra il suo Palermo e quello attuale?
«Questo Palermo mi sembra più affidabile rispetto a quello degli ultimi anni. Il Palermo della mia gestione era sicuramente più imprevedibile, capace di raggiungere picchi molto alti, ma anche di andare incontro a repentini cali di rendimento. Stiamo parlando di situazioni parecchio diverse tra loro».
Parliamo un attimo della sua nuova esperienza. Considerando gli investimenti di DiBenedetto, la Roma può puntare allo scudetto già quest'anno?
«La Roma deve trovare una propria dimensione che in questo momento sta ancora cercando, considerando che si tratta di un progetto appena all’inizio. Qualsiasi discorso sugli obiettivi di stagione va momentaneamente archiviato: se ne riparlerà al termine del girone d’andata».
Torniamo alla partita di domenica. Chi potrebbe decidere la sfida dell’”Olimpico”?
«Il Palermo ha tanti buoni giocatori che possono essere decisivi in qualsiasi momento. Per quel che ci riguarda, dobbiamo semplicemente pensare a disputare una gara di altissimo livello. Solo così possiamo pensare di portare a casa i tre punti».
Direttore, ultima domanda: quale il ricordo più bello della sua esperienza in terra di Sicilia?
«Porto con me le vittorie ottenute su campi considerati impossibili o quasi: ripenso ai successi contro il Milan, la Juventus, la Fiorentina. In quel momento la squadra stava parecchio bene, scendeva in campo alla ricerca del successo attraverso il bel gioco senza temere nessuno».