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Palermo: dalla dea bendata alla... Dea battuta

L'editoriale


Palermo inarrestabile. Sembrano oramai lontani i tempi in cui i rosanero non riuscivano a fare neppure il solletico ai portieri avversari, con la squadra a pochi metri dal precipizio e il buon Mutti a 90’ dall’esonero. La formazione siciliana, finalmente, ha trovato una propria identità, anche per merito degli innesti di Viviano in porta e Donati in mezzo al campo, e prosegue serena verso il principale obiettivo stagionale: il mantenimento della categoria.

A tal proposito, ieri Mutti in conferenza stampa è stato abbastanza chiaro: nessun volo pindarico, nonostante i dieci punti in quattro partite e la zona Europa a portata di mano. Il ricordo dei momenti duri, delle difficoltà apparentemente insormontabili, inducono il tecnico rosanero a guardare avanti con estrema prudenza. D’altronde il giocattolo, finalmente funzionante in tutti i suoi ingranaggi, può nuovamente rompersi da un momento all’altro.

Andando ai singoli, non possiamo esimerci dall’esaltare, ancora una volta, le gesta di capitan Miccoli. Un giocatore finalmente a tutto campo, che lotta per la squadra e non si tira mai indietro. La decima marcatura nel giorno della premiazione per le 64, pardon 65, reti in maglia rosanero rappresenta una gradita ciliegina sulla torta sull’ennesima prestazione da incorniciare. Si mantiene su livelli alti anche il rendimento di Igor Budan, nuovamente in gol e oramai punto di riferimento inamovibile per gli equilibri della compagine siciliana.

Adesso arriva il Cagliari. L’errore più grande sarebbe quello di sottovalutare gli avversari in considerazione di quanto fatto nelle ultime tre settimane. Niente di più sbagliato. Silvestre e compagni, invece, hanno finalmente l’opportunità di giocare con la mente sgombra da qualsiasi tipo di paura e non devono in alcun modo farsela sfuggire. Chissà che un campionato anonimo, o addirittura maledetto, non possa di colpo trasformarsi in una stagione da ricordare.



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Gianluca Rubino 06/02/2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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