



Misterbianco, Chiavaro a GS.it: «Play off possibili. Aggressione a Brolo? Sono amareggiato»
Trapani: a Pescara hai dimostrato di essere ''grande''
Messina: quelle punte che fanno ben sperare
Catania: col Livorno una mezza sconfitta, ma nulla è perduto
IL TABELLINO
ACR MESSINA-ADRANO 2-2
Marcatori: 27’ Campanella, 62’ Catania, 66’ Pasca, 72’ Cocuzza (rigore)
ACR MESSINA: Pontello (92), Campanella, Lo Piccolo, Coppola, Dombrovoschi (93, Impagliazzo (92), D’Alterio, Coulibaly (91)(dall’85’ La Corte-93-), D’Angelo (91)(dal 67’ Di Dio – 91-), Cocuzza, Grillo (dal 61’ Biondo – 92-). In panchina: Clavo (92) , Calcagno (92), Lo Nardo (93), Bonanno (93). Allenatore: Carmelo La Spada.
ADRANO: Linguaglossa (92), Montella, Fichera (91) (dal 34’ Cunsolo – 92-), Arena, Cristaldi, Scalia, Strano (92), Di Mauro, Pasca (dal 75’ Bruno), Catania, Malvuccio (94) (dal 57’ Santangelo -93-). In panchina: Mancari, Pagano (93), Grasso (92), Berbiglia (92). Allenatore: Giuseppe Strano.
Arbitro: Giosuè Mauro D’Apice (Arezzo)
Assistenti: Francesco Selvaggio (Enna), Ylenia D’Alia (Trapani)
Recupero: 3’ primo tempo, 3’ secondo tempo
Ammoniti: 10’ Fichera, 35’ Coppola, 60’ Impagliazzo, 72’ Cunsolo, 74’ Coulibaly, 77’ Di Dio, 81’ Scalia,91’ Coppola
Espulso: 91’ Coppola
Calci d’angolo: 8-4 per il Messina
Spettatori: circa 1500
LA CRONACA-
Il Messina pareggia nell’ultima gara casalinga della stagione prima dell’appendice rappresentata dai play-off, contro un Adrano che ha onorato l’impegno impedendo ai giallorossi di salutare i propri tifosi con una vittoria. La partita era attesa più per le tantissime voci che riguardano il prossimo futuro del calcio messinese che non per il fatto tecnico-agonistico, visto che i ragazzi di mister Bertoni (oggi squalificato dopo il burrascoso finale a S.Antonio Abate) avevano ormai abbandonato le ultime residue speranze di inserirsi nella lotta al vertice, con l’auspicata restituzione dei punti di penalizzazione. Nei giorni scorsi, infatti, alcune dichiarazioni fatte dalla dirigenza del Milazzo, appena salvatosi in Seconda Divisione, avevano aperto la strada alla possibilità di un clamoroso trasferimento del titolo sportivo nel capoluogo. Oggi erano presenti in tribuna al “S.Filippo” Vincenzo Lo Monaco e Fabrizio Ferrigno , direttore generale e direttore sportivo del Milazzo, insieme a Pino Irrera, messinese e già allenatore della Primavera del Catania, tre uomini fidatissimi di Pietro Lo Monaco, che aveva fatto sapere di poter essere anche lui oggi a Messina, ma ha poi dato forfait. Assente, invece, Immacolato Bonina, indicato da più parti come probabile partner del “gruppo Lo Monaco” in questa operazione che, attraverso l’acquisizione di una delle squadre messinesi, potrebbe, nel giro di poco tempo, consentire il ritorno di una compagine peloritana nel calcio che conta. Vincenzo Lo Monaco, che in settimana ha più volte “stazionato” in città, appare determinato a portare a termine l’operazione, soprattutto perché a Milazzo l’ambiente non ha mai accettato, nonostante gli ottimi risultati ottenuti, il passaggio da una dirigenza “di popolo” come quella guidata da Cannistrà che portò i rossoblù per la prima volta tra i professionisti, ad uno staff societario improntato sull’aziendalismo come quello dei Lo Monaco. Da qui l’esigenza dell’attuale patron mamertino di “cambiare aria”, magari spostando baracca e burattini a Messina, piazza ormai da anni “affamata” di calcio. Atmosfera surreale, quindi, quella respirata oggi al “S.Filippo”, con 1500 tifosi che ringraziano i propri giocatori per il miglior piazzamento ottenuto negli ultimi 4 anni di D, dedicano cori durissimi contro l’eventualità di una trasmigrazione o di una “fusione fredda” con il Milazzo e, in definitiva, celebrano una sorta di “festival dell’appartenenza” al grido di “Il Messina siamo solo noi”. Alla fine, c’è spazio anche per una conferenza stampa convocata dalla società per fare un bilancio sull’annata appena conclusa (i playoff sono solo, al momento, una inutile scocciatura), ma, soprattutto per rivendicare il lavoro svolto e i sacrifici fatti al fine di mantenere viva l’ACR Messina, figlia diretta di quel FC Messina che, in sette anni, passò dall’Eccellenza al 7°posto in A, per poi precipitare nel baratro del fallimento.
La partita tra Messina e Adrano fa quindi quasi da sfondo a questa trama a metà tra la commedia e il film di spionaggio industriale con tinte da psicodramma collettivo, ma vale comunque la pena di stilare una cronaca dei fatti sportivi.
Il Messina parte senza forzare, considerando anche la giornata molto calda, e, al 18’, D’Angelo entra in area dalla destra, prova ad incrociare il tiro, ma la sfera si perde di poco alta sopra l’incrocio dei pali.
Al 25’, i giallorossi, oggi in tenuta nera, conquistano un calcio di punizione dai 30 metri: Grillo appoggia a Coppola, ma il tiro radente del capitano si perde di poco fuori.
Due minuti dopo, quasi per inerzia, il Messina passa in vantaggio. Corner dalla sinistra del fronte d’attacco, la palla arriva tra i piedi di Campanella ed il terzino ex Città di Messina fa esplodere un destro incrociato imprendibile per Linguaglossa.
Gli uomini guidati in panca da Carmelo La Spada continuano a spingere e, al 33’, Cocuzza, lanciato solo in area, tira fortissimo, ma Linguaglossa si supera e riesce ad opporsi.
L’Adrano continua a non dare segni di vita, se non al 39’ quando Arena prova un tiro da fuori che sfiora la traversa, ma Pontello era pronto sulla traiettoria.
Al 40’ Cocuzza, su cross di d’Angelo, prova la sforbiciata, ma la palla si perde a lato.
Il primo tempo si chiude con il Messina in vantaggio, mentre in tribuna Lo Monaco jr scambia impressioni sulla gara con alcuni esponenti della dirigenza peloritana e con qualche giornalista, ribadendo, a proposito delle future strategie dell’attuale dirigenza del Milazzo, che si è già avviato il confronto con Bonina, ma, anche, che, la società con la quale poter realizzare questo spostamento a Messina, potrebbe anche non essere né l’Acr né il Città di Messina.
Tornando alla cronaca, nella ripresa il Messina sembra con il freno a mano tirato, eccezion fatta per Cocuzza, alla ricerca del suo sedicesimo centro stagionale, che, al 51’, lanciato solo davanti a Linguaglossa, prova a superarlo con un pallonetto, ma il portiere biancoazzurro para facilmente.
L’Adrano inizia a prendere confidenza e, al 62’, pareggia grazie ad uno degli ex , Gianluca Catania, che batte Pontello con un tiro rasoterra dai 25 metri su calcio di punizione.
I biancoazzurri non mollano è, al 66’, passano in vantaggio con l’altro ex, Roberto Pasca, il quale controlla e tira da una trentina di metri, trovando impreparato Pontello Rossi che vede insaccarsi la sfera sulla sua destra.
I giallorossi hanno una reazione più rabbiosa che convinta, che produce un paio di mischie in area e qualche corner, fino al 72’, quando Campanella entra in area sulla destra, viene affrontato da Cunsolo, che lo atterra. Il signor D’Apice fischia il rigore. Sul dischetto va Cocuzza che pareggia con un tiro forte sulla destra di Linguaglossa.
Quattro minuti dopo, sempre Cocuzza approfitta di un buco di Cristaldi, entra in area e, da posizione defilata, lascia partire un destro che esalta, ancora una volta, l’ottimo portiere adranita.
La partita, in pratica, finisce qui, anche se il Messina, fino all’ultimo, prova a spingere, ma senza creare particolari pericoli. L’ultimo episodio degno di nota è l’espulsione, al 92’ del capitano giallorosso Coppola per doppia ammonizione, dopo una reazione composta nei confronti di un avversario.
Dopo tre minuti di recupero l’arbitro fischia la fine, i giocatori del Messina prima si avviano negli spogliatoi, ma poi tornano in campo per salutare i propri tifosi e festeggiare con loro al termine di una stagione che, pur se non ha portato la tanto agognata promozione, ha comunque consentito di ritrovare l’orgoglio di appartenenza e l’affetto verso la maglia biancoscudata, sia da parte dei calciatori, che da parte dei tifosi.
I giornalisti, intanto, hanno già raggiunto la sala stampa del “S.Filippo” per la conferenza convocata dalla società. Il Presidente Lello Manfredi, dopo un ringraziamento diretto a tutto lo staff tecnico, dirigenziale e a tutte le componenti dell’ACR, “dal magazziniere al capitano Carmine Coppola”, pone l’accento sul futuro del Messina. “Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto quest’anno. Per noi è già una vittoria aver mantenuto in vita la passione verso questa maglia e questo scudo, condividendola con la squadra, lo staff tecnico ed i tifosi. Purtroppo non siamo riusciti a fare il miracolo di una promozione che, sono sicuro, avremmo ottenuto senza i punti di penalizzazione. Ma è andata così e, anche se l’amarezza è tanta, non dobbiamo pensare più a quello che è successo sul campo, dove abbiamo subito anche tante decisioni sbagliate, causate anche dalla mediocrità generale della categoria.”
Riguardo alle tante voci sul futuro del calcio a Messina e, quindi, sulla eventuale creazione di un’unica grande squadra cittadina, Manfredi è categorico: “Noi siamo disponibili a collaborare e a discutere con tutti coloro i quali vogliono portare avanti un progetto per fare crescere il calcio a Messina. Abbiamo sempre detto che questa dirigenza doveva traghettare la società, da una situazione vicina alla scomparsa, all’avvento di uno o più imprenditori capaci di fare risultati importanti e riportare la gente allo stadio. Fino ad oggi in questa impresa ci siamo impegnati io e gli altri due gruppi sottraendo risorse alle nostre aziende ed alle nostre famiglie per portare a termine questo compito, ma non possiamo continuare all’infinito. Adesso è tempo che, chiunque sia interessato a fare il presidente del Messina, rompa gli indugi e si faccia avanti concretamente. Siamo pronti a farci da parte e dirò di più. Siccome in molti hanno detto che non vogliono entrare nel Messina perché non si conosce l’esatto ammontare dei debiti, allora ci impegniamo, nei prossimi giorni, a pubblicare l’elenco delle posizioni debitorie e siamo disposti anche a coprire noi tutte queste esposizioni della società. In questo modo, sgomberiamo il campo dai facili alibi e vediamo se, ad esempio, un imprenditore come Bonina che quest’anno ci ha aiutato come sponsor, vorrà finalmente mettere in pratica il suo desiderio di diventare presidente del Messina. In caso contrario, ci guarderemo intorno ed accetteremo l’apporto di tutti coloro che vorranno aiutarci per presentare un Messina forte ai nastri di partenza della prossima serie D.”
Sulla ipotesi di trasferimento del Milazzo a Messina, Manfredi esprime alcune perplessità: “Innanzitutto preciso che non ho mai discusso di questo con Lo Monaco, ma noi siamo aperti a qualunque confronto, purché non vada perduta l’enorme risorsa rappresentata dalla storia della nostra società e dall’affetto e dalla passione davvero sconfinata che i nostri tifosi hanno per l’Acr. Una cosa è sicura: noi non lasceremo mai morire questi colori per i quali abbiamo gioito, ma anche sofferto e pianto. E non consentiremo a nessuno di specularci:”