Pietro Lo Monaco: show biancoscudato

Presentato il nuovo Acr Messina


Non è stata una conferenza stampa o una fredda presentazione della nuova dirigenza di una società di calcio, ma è stato un vero e proprio “one man show”, quello andato in scena oggi al Salone delle Bandiere, la sala di rappresentanza del Comune di Messina. Protagonista assoluto Pietro Lo Monaco, patron dell’Acr Messina, giunto a mezzogiorno al Municipio e sommerso dall’entusiasmo di una folla straripante di tifosi che ha gremito quella stessa sala, teatro, in questi ultimi anni, limitatamente alle questioni calcistiche, di farse travestite da presentazioni di mega progetti irrealizzabili, rinascite abortite del Messina, divenuto ribalta di avventurieri, saltimbanchi, truffatori.

Al suo ingresso, applausi, cori, emozione palpabile e la voglia di rincorrere un sogno tinto di giallorosso, dopo troppi anni di delusioni e di paure. Il sindaco Peppino Buzzanca, nel suo breve saluto, ha confermato la massima disponibilità dell’amministrazione nei confronti della nuova proprietà, soprattutto con riferimento alla sistemazione dello stadio, ha ringraziato l’ex presidente Lello Manfredi ed ha augurato le migliori fortune al Messina, ottenendo, in risposta, dai tifosi presenti, un coro, “Esiste un solo Messina”, chiaramente riferito a qualche suo intervento in passato troppo favorevole all’altra squadra “cittadina”.

Poi, il microfono è andato in mano a Pietro Lo Monaco, che non lo ha più abbandonato fino al termine della presentazione. «Qualche giorno fa – esordisce il direttore generale del Genoa – mi è capitata tra le mani una mia vecchia foto di circa 40 anni fa. Ero con la maglia del Messina per una amichevole con il Bologna, organizzata come festeggiamento per la promozione in C. Ebbene, mi è venuta la pelle d’oca, come adesso che sono entrato qui, ho visto il vostro entusiasmo e mi sono emozionato. Credetemi, non mi capita spesso». Lo Monaco è un fiume in piena: «Io vivo a Messina da quando sono venuto qui a giocare che ero un ragazzino e, adesso, voglio creare una struttura che possa rilanciare il calcio nella nostra città. Conosciamo le difficoltà cui andiamo incontro, ma pensiamo che il calcio può rappresentare una occasione di rilancio per Messina, anche in un momento di crisi complessiva profonda come quello che stiamo vivendo. Non è vero che volevamo portare il Milazzo a giocare a Messina. E’ giusto che il Milazzo resti dov’è e che il Messina faccia la propria strada. Per questo, abbiamo concretizzato l’acquisizione della società e, adesso, siamo pronti a partire, con tutto lo staff dirigenziale, tecnico e la rosa già a nostra disposizione».

A questo punto, l’emozione gioca un brutto scherzo anche ad un vecchio lupo come Lo Monaco: «Ho parlato anche con il sindaco e, con la collaborazione dell’amministrazione, miglioreremo anche la casa del nostro Catania». Ovviamente, il lapsus non crea alcun incidente diplomatico, anche in una sala piena di ultras del Messina, se non per qualche risata e un piccolo sfottò all’indirizzo dei tifosi etnei, subito rientrato, anche per la pronta battuta del neo patron giallorosso: «Mi è capitato anche a Genova, ma non si possono cancellare otto anni di lavoro fatti con il massimo impegno e passione a Catania. Ma adesso voglio contribuire a riportare il calcio nella mia città, lasciando da parte le troppe chiacchiere fatte negli ultimi tempi e partendo, se sarà possibile, anche dal recupero della sigla storica risalente ai tempi dell’Associazione Calcio Riunite Messina nella quale giocavo io e che indossava la nostra gloriosa maglia biancoscudata».

Lo Monaco ha quindi presentato il nuovo organigramma societario: il presidente Isidoro Torrisi, catanese, commercialista di fiducia del gruppo, i due vicepresidenti, i messinesi Sergio Marullo e Niki Patti, l’amministratore delegato Antonio Carbone, il Direttore Generale Vincenzo Lo Monaco, il segretario Alessandro Raffa,  i responsabili del settore legale, gli avvocati Mirabile e Mazzeo,  il Direttore Sportivo Fabrizio Ferrigno, l’allenatore Gaetano Catalano, il responsabile del settore giovanile Roberto Buttò. In pratica, si tratta di un trasferimento in blocco dal Milazzo appena salvatosi in Seconda Divisione al Messina, con l’inserimento di due figure “di rappresentanza” come i messinesi Marullo e Patti, che svolgeranno l’importante compito di trait d’union tra la nuova dirigenza e la città.

Pietro Lo Monaco, riguardo ai calciatori che hanno vestito la maglia del Messina nell’ultima stagione, cogliendo un quarto posto comunque più che dignitoso, è molto preciso: «Ci sono delle situazioni debitorie ancora aperte che li riguardano. Parleremo con tutti e vedremo chi vorrà partecipare al nostro progetto. E’ chiaro che, comunque, noi abbiamo già pronta una squadra in grado di vincere un campionato duro e difficile come la D». La presenza dei tifosi genera anche qualche momento di tensione con un giornalista, Gianfranco Pensavalli, che, negli ultimi giorni, ha qualche volta battibeccato con diversi sostenitori del Messina, soprattutto su internet, nei social network, ma non solo. Passa almeno un minuto  prima che Lo Monaco prenda in mano il microfono ed esorti i tifosi a consentire al giornalista di fare le proprie domande, sottolineando che, comunque, «io non la conosco e non so quale sia il problema. Ma, per esperienza di vita, so che, se il popolo mugugna, evidentemente ci sarà un vissuto sul quale interrogarsi». Il collega chiede lumi al sindaco su presunti giochi politici con Bonina, abbandonato da Buzzanca per appoggiare l’ex dg del Catania, e, con riferimento alla presenza di un settore legale nel Messina, chiede a Lo Monaco se anche l’Acr ha l’equivalente dell’avvocato Amara, professionista catanese che ha recentemente difeso Pulvirenti in un processo per frode fiscale dal quale il presidente del Catania è stato assolto dal Tribunale del capoluogo etneo. La risposta del nuovo patron giallorosso è lapidaria: «Non abbiamo e non avremo mai bisogno di penalisti nella nostra società».

Anche questo è un assaggio del “nuovo corso” giallorosso e Lo Monaco precisa, a proposito di qualche screzio emerso all’interno dell’ambiente:«“L’Acr Messina è un patrimonio che andava, nel passato, va, nel presente, e andrà tutelato sempre. Il tutto, ovviamente, nel rispetto dei ruoli, ma mettendo da parte i colpi di teatro, le sceneggiate, voler pescare nel torbido. Il tempo delle chiacchiere è finito. Adesso ci siamo noi e con la nostra struttura andremo avanti. Se qualcun altro vuole avvicinarsi e dare una mano, siamo a disposizione, ma deve prima di tutto condividere l’amore e la passione per il Messina».

Alla domanda su dove vuole arrivare con il Messina, Lo Monaco fa una battuta: «Se fosse possibile, lo iscriverei direttamente in A. A parte gli scherzi, intanto, se ci fosse anche solo uno spiraglio per ottenere il ripescaggio subito, noi lo sfrutteremmo, pur consapevoli del fatto che sarebbe abbastanza oneroso. In ogni modo, non bisogna dare limiti all’ambizione. E’ chiaro che Messina deve ritornare in categorie maggiori, ma bisogna che tutti insieme mettiamo la giusta cattiveria per ottenere ciò che ci manca. Ai tifosi non chiedo di correre ad abbonarsi, perché non credo che l’appassionato di calcio debba essere una risorsa da spremere. Ma so che tanta gente ama il Messina e sono convinto che, insieme, ognuno per la sua parte, nel rispetto dei ruoli, faremo grandi cose».

Infine, Lo Monaco, a una domanda sulla eventuale riproposizione del “modello Catania” a Messina, fa una precisazione molto importante: «Io non farò mai riferimento agli ultimi 8 anni della mia vita professionale, per rispetto sia verso Catania che verso Messina. Lì siamo partiti in B con miliardi di debiti e senza calciatori di proprietà. Sono andato via lasciandoli in A e con 350 milioni di patrimonio. Qui la situazione è diversa, ma noi vogliamo comunque il meglio per la nostra città e, se riusciremo a fare risultati, oltre che sportivi anche economici, li investiremo sempre qui, non li porteremo altrove».

La conclusione della conferenza stampa serve per strappare l’ultimo applauso e fare il pieno di entusiasmo, in vista dei prossimi appuntamenti, dal calciomercato, al ritiro, fino all’inizio del campionato.

Lo Monaco grida: «Vi abbraccio. Tutti al campo! Forza Messina».

Il calcio, stavolta è sicuro, è tornato a Messina.


Davide Mangiapane 16/06/2012
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