Rubrica: ''Il Città di Messina visto da…'' Ivo Ficarra

Opinioni e memorie di un tifoso giallorosso Doc


Golsicilia.it continua con la nuova rubrica settimanale che periodicamente proporrà un'intervista ad uno o più supporters delle squadre attualmente impegnate in serie D. Oggi la formazione protagonista sarà il Città di Messina. Per l’occasione abbiamo intervistato Ivo Ficarra grande tifoso dei colori giallorossi, membro del gruppo Facebook “S.S.D Città di Messina”.

Ivo, da quanto segui il Città di Messina?

«Da due anni, ovvero da quando il progetto ideato da De Leo e Conti Nibali si è concretizzato e furono rilevate le quote societarie del U.S.D. Camaro Messina, ho cominciato a seguire. All'indomani della mancata adesione al Lodo Petrucci della poi defunta FC Messina Peloro».

Anche in serie D la società ha deciso di puntare tutto sul tecnico Rando, credi sia la scelta giusta per puntare in alto?

«Si, ritengo che la società non si sarebbe potuta privare di un tecnico serio e preparato come si è dimostrato Pasquale Rando che, va ricordato, è sempre stato parte integrante del settore tecnico del CdM, "ereditato" dal vecchio Camaro. Rando è quel che si dice un gran lavoratore e quando sbaglia non addossa mai le colpe al singolo, o alla squadra, in generale, ma se ne assume, sempre, tutte le responsabilità. Credo sia "l'acquisto" più azzeccato del CdM».

Il mercato del Città di Messina è stato uno dei più movimentati del girone I, tra i tanti colpi messi a segno dal ds La Rosa quale ti ha impressionato di più?

«A dir la verità sono due: Saraniti e Tiscione. Non è facile che i capocannoniere della passata edizione dei due campionati dilettantistici che ci interessano più da vicino, accettino di accasarsi in una neonata società come il CdM; evidentemente - e questo rappresenta una soddisfacente cartina di tornasole - il progetto dimostra di essere valido».

Chi tra i molti giovani invece ti ha dato l’impressione di meritare ampiamente la categoria?

«Tecnicamente, non ho dubbi, Rolando Giannuzzi che è un '94, ma anche il suo coetaneo e compagno di reparto, Ciccio Munafò, sono certo che non avrà alcun problema ad ambientarsi in una categoria superiore a quella che l'ha visto grande protagonista nella passata stagione».

Quattro punti in tre partite, un bottino niente male visti gli avversari che avete incontrato. A voi tifosi vi ha soddisfatto questo  inizio di stagione?

«Personalmente mi ritengo abbastanza soddisfatto, considerando il fatto che siamo una matricola; avevo messo in preventivo che i ragazzi avrebbero potuto incontrare qualche difficoltà ad inizio di torneo, in virtù del fatto che l'impatto, soprattutto per i più giovani, con la massima categoria dilettantistica, risulta sempre un po’ condizionante. Certo, con un pizzico di fortuna in più, si sarebbe potuto ottenere qualche altro punticino che ci permettesse di affrontare il prosieguo del torneo col morale più alto, anche in vista dell'imminente stracittadina, ma tutto sommato va bene così».

Siete la squadra che dovrà affrontare uno dei derby più sentiti dell’intero campionato, quello contro l’Acr. Che cosa speri accada quel giorno?

«Innanzitutto che tutto accada all'insegna della civiltà, del rispetto altrui e nel rispetto dello sport. Sia in campo, che soprattutto fuori... In fondo, resta pur sempre una partita di calcio, quindi che vinca il migliore! Naturalmente spero che, il migliore, sia proprio il Città di Messina!».

Messina conta sicuramente molti più tifosi dell’Acr, che rapporto c’è con la tifoseria del “San Filippo”?

«Beh, per i tifosi dell'Acr, quello del 29 settembre non è un derby, proprio perché i tifosi del Città non vengono da essi giudicati tali. Direi che chi sostiene il CdM, generalmente non mette il naso in casa altrui, viceversa loro giudicano noi tifosi del CdM, solo un elemento decorativo della società e, in più, i loro concittadini "traditori". Francamente non riesco a comprenderne i motivi».

Concludiamo con due domande “amarcord”. Pensando alla tua vita da tifoso del Città di Messina, qual è la partita che ricordi con maggior piacere?

«Non ho dubbi: la finale d'andata dei playoff nello scorso giugno, vinta contro il Gladiator».

Quella che invece non avresti mai voluto vivere?

«Sicuramente quella persa ad Avola, nel primo turno dei play off, fase regionale, nella stagione 2010-11».

Grazie ed in bocca a lupo per la stagione!

«Grazie a voi, crepi il lupo!».


Marcello Provito 19/09/2012
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