L'Acr Messina non perde la testa

Sconfitto 2-1 il Città di Messina al S. Filippo


Alla fine va all'Acr Messina la vittoria nella stracittadina dello Stretto, in un sabato pomeriggio caldissimo vissuto dentro un “S.Filippo” reso torrido dalle folate di scirocco e da una tensione che ha fatto diventare, malgrado tutto, anche questa partita un “derby”. Il tabellino recita due espulsi, uno per parte, 5 ammoniti, tre per il Città, due per l’Acr, cori di sfottò e qualche insulto indirizzati dalla curva Sud quasi esclusivamente verso il vice presidente “cittadino” De Leo, reo, secondo la torcida giallorossa, di avere prima sperato nella morte dell’Acr e poi di volerlo comunque superare.  Tutto ciò, insieme ad una serie interminabile di battibecchi verbali, susseguitisi in questi ultimi due anni, sia nei bar che nei forum su internet, ha dato una nota di tensione particolare alla vigilia di questa gara, soprattutto dopo i lanci di oggetti in campo al termine del match di Coppa al “Celeste”. I veleni sono venuti fuori in qualche scambio vivace di vedute in tribuna e, soprattutto, nelle esultanze dei tifosi ai gol dei propri beniamini. Tutto sommato, però, Messina ha dato una buona immagine di sé nella diretta di Raisport che rivedeva le telecamere delle tv nazionali presenti al San Filippo dopo l’ultimo anno di serie B.

Il clima particolare legato a questa partita ha condizionato anche i due tecnici, Rando e Catalano, entrambi messinesi e legati da profondo rispetto e amicizia personale, sottolineati dall’abbraccio che ha costituito il prologo del match, davanti alle nuovissime panchine interrate del S.Filippo.

Catalano si aspettava il consueto 4-3-3 del Città di Messina e invece Rando lo sorprende schierandosi con quel 3-5-2 provato mercoledì scorso al “Celeste” nel turno di Coppa Italia. Il mister dell’Acr, quindi, all’inizio schiera Cucinotta sulla destra e Caiazzo centrale accanto a Chiavaro, con Quintoni a completare il quartetto di difesa, con l’intento di presidiare tutto il fronte d’attacco avversario. Dopo un paio di minuti, però, resosi conto che Rando ha messo Saraniti e Tiscione avanti, ma Citro arretrato sulla linea di centrocampo, riporta Cucinotta al centro e Caiazzo a destra, mentre, in fase di attacco, Corona e Croce sono le due punte più avanzate, con Parachì che, partendo da destra, ha licenza di accentrarsi e provare la conclusione. Al 4’ proprio Parachì conquista una punizione dai 18 metri che Bucolo batte sulla barriera.

PRIMO TEMPO Nei primi dieci minuti di gioco è il Città di Messina a tenere in mano il pallino del gioco e, all’ 8’ c’è un calcio di punizione conquistato da Bombara sulla fascia sinistra in prossimità dell’area dell’ACR: batte Giardina, sulla sfera si avventa Cammaroto che anticipa tutti, ma il suo tiro si perde alto da ottima posizione. Un minuto dopo ancora giallorossi ospiti in attacco, con una incursione sulla sinistra di Bombara dal cui mancino parte un cross radente per Saraniti, anticipato di un soffio proprio al limite dell’area di porta. Al 17’, però è il Messina a colpire. Parachì punta l’area avversaria da destra, chiude un triangolo stretto con Maiorano che lo mette davanti a Taranto. Occasione ghiottissima che il messinese purosangue del rione Giostra Parachì non fallisce, mandando la sfera in fondo alla rete, con un destro radente incrociato. Stavolta quindi, tocca a lui, da sempre tifoso del Messina, togliersi la maglietta per la gioia, così come aveva fatto Giardina del Città di Messina nel match di Coppa, e beccarsi l’ammonizione. Gli ospiti provano a scuotersi ma non si rendono quasi mai pericolosi, anche perché l’ACR chiude gli spazi e limita le giocate personali degli attaccanti avversari. Al 30’ i biancoscudati escono dal guscio e conquistano una punizione sulla destra, in prossimità dell’area. Batte Quintoni con una parabola maligna che Taranto è bravo a togliere da sotto la traversa, deviando in corner. Tre minuti dopo il Città di Messina costruisce una bella trama d’attacco, Viscuso crossa al centro dell’area, dove Saraniti, di testa, incoccia la schiena di un compagno. Si accende una mischia, risolta da Quintoni che libera con un certo affanno. Al 39’ scambio veloce Corona-Croce, con quest’ultimo che si presenta defilato sulla sinistra davanti a Taranto, spara una botta mancina, che termina alta sulla traversa. Due minuti dopo è sempre l’attaccante pugliese a provare la via del gol anticipando Munafò e taranto, ma il suo pallonetto termina alto sulla traversa. E’ l’ultimo sussulto di un primo tempo in cui le due squadre sono sembrate bloccate dall’importanza della partita e, solo un episodio favorevole ha fatto pendere la bilancia a favore del Messina.

SECONDO TEMPO In avvio di ripresa, gli uomini di Catalano sembrano molto più determinati e chiudono nella loro area gli ospiti. Al 47’, conquistano un calcio d’angolo che Quintoni indirizza sulla testa di Chiavaro, ma il colpo di testa del centrale di origini catanesi, colpisce la traversa della porta situata sotto la Curva Sud. Al 49’ l’episodio che poteva indirizzare la gara in favore del CdM. Tiscione sguscia sulla fascia sinistra a cavallo della linea di centrocampo, ma Cucinotta lo falcia con un intervento plateale ma non pericoloso. Il sig. Capraro, che nel primo tempo era rimasto sordo alle proteste dei “cittadini” per un paio di episodi sospetti in area di rigore, si avvicina correndo al difensore peloritano e gli sventola in faccia il rosso diretto, nell’incredulità generale. Messina, quindi, che si trova ad affrontare quasi l’intero secondo tempo in inferiorità numerica. Il Città, però, sembra non rendersi conto del vantaggio numerico e continua a manovrare, ma senza concretezza. Sono invece i padroni di casa a rendersi pericolosi con un monumentale Corona, sempre pronto a pressare gli avversari, tenere palla e fare sponde per i compagni, oltre a impensierire Taranto, come al 52’ quando “Re Giorgio” di sinistro al volo impegna severamente il portiere, costretto a deviare in angolo con un bell’intervento. Al 64’ Viscuso libera  Cutro, anticipato da Lagomarsini, ma attaccante era in fuorigioco. Un minuto dopo, però, il Messina raddoppia. Corona conquista una punizione sulla tre quarti, Quintoni pennella in area e Chiavaro, di testa, devia nell’angolino alla sinistra di Taranto, incolpevole nell’occasione. Stavolta gli uomini di Rando, che pochi minuti prima aveva sostituito Bombara e Giardina con Cappello e Camarda, reagiscono con veemenza e, tra il 68’ e il 69’ segnano due volte. Nella prima occasione Capraro annulla su segnalazione del secondo assistente Scatragli, la rete di Assenzio, liberato a porta vuota da Saraniti, che però era in fuorigioco. La seconda volta, invece, Tiscione salta Caiazzo e mette al centro un pallone che Saraniti è bravissimo a mettere in rete quasi dalla linea di fondo campo, facendo esultare i propri sostenitori, sistemati nella parte bassa della tribuna A. Il Messina accusa il colpo e, al 70’, sempre Saraniti, una spina nel fianco della difesa biancoscudata, fa una bella sponda di testa per Assenzio liberando il proprio capitano solo davanti a Lagomarsini, ma il pallonetto del centrocampista giallorosso è troppo timido e il portiere riesce ad abbrancare la sfera sventando il pari. All’82’ Cammaroto trattiene Corona, impedendogli di scattare sulla fascia e si becca il secondo giallo, quindi viene espulso. La parità numerica viene ripristinata, proprio nei minuti finali, ed il Messina qui fa valere la maggiore esperienza ad alti livelli di alcuni suoi elementi, primo fra tutti capitan Corona che inizia a nascondere la sfera agli avversari, guadagnando istanti preziosissimi. Il Città, però non si arrende e, all’ 88’ Tiscione punta Chiavaro che si oppone con il corpo, facendo cadere a terra la punta avversaria, ma l’arbitro fischia fallo in attacco stroncando sul nascere le proteste “cittadine”. Un minuto dopo Bucolo scatta sulla fascia, supera la linea di centrocampo, Saraniti gli dà la caccia, lo abbatte con un fallo da dietro, ma stavolta Capraro applica un metro diverso rispetto all’espulsione di Cucinotta e tira fuori solo il giallo. Nei cinque minuti di recupero non succede praticamente nulla, con Corona che “congela” la sfera, fino a quando Capraro non emette il triplice fischio, sancendo la sofferta vittoria del Messina, almeno per un giorno, capolista solitario del girone, in attesa delle altre gare valevoli per la 6^ giornata.

IL TABELLINO

ACR MESSINA-CITTA’ DI MESSINA  2-1

ACR MESSINA: Lagomarsini (93), Caiazzo (94), Quintoni, Cicatiello,  Chiavaro, Cucinotta, Parachì (92)(dal 46’ Guerriera -92-), Bucolo, Corona, Maiorano (dal 70’ Caldore), Croce (dal 70’ Ignoffo).  In panchina: Cuda (93) Cocuzza, Costa Ferreira, Leo (94). Allenatore: Gaetano Catalano.

CITTA’ DI MESSINA: Taranto (93), Viscuso (94), Bombara (dal 61’ Cappello), Cucè (92), Cammaroto, Munafò (94), Giardina (dal 61’ Camarda), Assenzio, Saraniti, Tiscione, Citro (dal 72’ Buda). In panchina: Di Dio, Frassica, Cordima (93), Giannuzzi (94). Allenatore: Pasquale Rando.

MARCATORI: 17’ Parachì, 65’ Chiavaro, 69’ Saraniti.

Arbitro: Aristide Capraro di Cassino.
Assistenti: Mattia Scarpa (Reggio Emilia), Marco Scatragli (Arezzo).

NOTE: Ammoniti: 12’ Munafò (Cdm), 18’ Parachì (Me), 46’ e 82’  Cammaroto (Cdm), 62’ Cappello(CdM), 89’ Saraniti (CdM). Espulsi: 48’ Cucinotta, 82’ Cammaroto. Calci d’angolo: 7-1 per il Messina. Spettatori: circa 4.500. Recupero: pt 2’, st 5’.

SALA STAMPA

Malgrado la sconfitta, i primi a presentarsi davanti a microfoni e taccuini sono dirigenti e tecnico del Città di Messina. Mister Rando pone l’accento soprattutto sulla maggiore esperienza e mestiere di alcuni giocatori dell’Acr: «Abbiamo iniziato bene con il 5-3-2 che avevamo provato in Coppa e, nei primi 15 minuti, in campo sembrava che ci fossimo solo noi. Poi, subito il gol, non siamo stati capaci di sviluppare il nostro solito gioco. Poi, vorrei porre l’attenzione sulla prestazione dell’arbitro, perché secondo me, è stato il peggiore in campo,prendendo decisioni sbagliate e danneggiando tutte e due le squadre. Nel secondo tempo, poi, si è giocato pochissimo perché lui ha consentito le perdite di tempo dei giocatori dell’ACR. Mi dispiace per la sconfitta, ma sapevamo che sarebbe stata dura, contro un Messina che sarà protagonista del torneo, soprattutto con un pubblico meraviglioso e legato ai propri colori come quello del San Filippo, uno spettacolo da serie A. Il nostro obiettivo è quello di disputare un torneo di buon livello, mostrando il nostro gioco su tutti i campi». Rando desidera anche dire qualcosa su questa partita, da alcuni presentata come un derby: «Io sono da sempre tifoso del Messina e, proprio in questa veste, dico che due squadre possono sembrare troppe per la nostra città, ma credo che, con due società, nessuno potrà venire da fuori e dettare legge qui, come capitato in passato, perché dovrà comunque dare il massimo per primeggiare. E la competizione, nello sport, è sempre positiva».

Il presidente del Città di Messina, Conti Nibali, invece, pone l’accento sulla tensione che ha caratterizzato il match: «Eravamo tutti a ripetere che non si trattava di un derby, ma, alla fine, c’era una atmosfera abbastanza tesa, che ha condizionato anche i protagonisti in campo. L’arbitraggio è stato pessimo, e mi riferisco non solo ad un paio di interventi sui quali poteva esserci rigore a nostro favore, ma anche alla espulsione di Cucinotta, che mi è sembrata eccessiva. Non credo che il sig. Capraro fosse in grado di dirigere una partita come questa. L’Acr ha meritato di vincere, perché io accetto sempre il risultato del campo. Noi non siamo stati in grado di esprimere il nostro gioco, per diversi motivi, ma siamo pronti a ripartire, fin da domenica prossima, quando ospiteremo al Celeste il Nuovo Cosenza, un’altra big del torneo».

Gaetano Catalano appare provato dalla tensione della gara, ma sottolinea la prova dei suoi ragazzi: «Avevamo impostato la partita pensando a non dare loro spazio ed a impedire libertà di movimento ai loro attaccanti che sono davvero molto forti. Nel primo tempo, dopo un avvio difficile, abbiamo preso le misure, siamo passati in vantaggio e controllavamo la situazione con tranquillità. Nel secondo tempo, invece, siamo partiti forti, ma l’espulsione di Cucinotta ci ha condizionato e, dopo il nostro raddoppio, ci siamo rintanati troppo dietro e abbiamo subito il Città di Messina per almeno una decina di minuti, durante i quali hanno segnato e sono arrivati vicini al pari. Alla fine, sono contento perché questa vittoria ci dà maggiore serenità dopo una settimana difficile caratterizzata soprattutto dalla brutta sconfitta di Ribera, più che dall’eliminazione dalla Coppa Italia. Ora dobbiamo andare avanti, recuperare elementi importanti come Ignoffo e continuare verso il nostro obiettivo finale».

Agatino Chiavaro, autore del secondo gol in questa stagione, ringrazia innanzitutto i suoi compagni: «Oggi, con quei due palloni che mi hanno servito Quintoni e Bucolo, ho rischiato di fare doppietta, proprio io che, al massimo ho fatto tre gol in un campionato. Sono soddisfatto perché questa vittoria ci dà serenità nel primo momento di difficoltà di questa stagione».

Infine, capitan Corona non sembra avere esaurito l’adrenalina di questa gara: «La mia più grande soddisfazione è avere vinto dimostrando di avere carattere e di essere una vera squadra. E’ una vittoria che dedico ai tifosi che ci sono sempre stati e sempre ci saranno, non a quelli che vengono e vanno contro l’ACR. Non fraintendetemi, non mi riferisco ai tifosi o ai dirigenti del Città di Messina, ma a tutti quelli che, a Messina, vanno contro alla nostra squadra. Siamo antipatici a loro, come a qualcuno anche fuori, visto che, certe situazioni assurde in campo con gli arbitri, non sono minimamente cambiate rispetto all’anno passato. Ma noi non temiamo nessuno e saremo capaci di vincere anche contro e a dispetto loro».


Davide Mangiapane 30/09/2012
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