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Alle 14.30 di oggi, il Gruppo Martorano ha comunicato ufficialmente l'intenzione dell'Acr Messina di non scendere in campo domani a Sapri per l'ultimo turno del girone d'andata. Bocche cucite da parte della dirigenza, che si affida al seguente testo fatto pervenire in tutte le redazioni:
"Il gruppo Martorano, poiché a tutt’oggi non si è ancora formalizzato il passaggio di proprietà e poiché si trova ancora nell’impossibilità di essere a pieno titolo operativo nella gestione della squadra, ha deciso, dopo una sofferta riflessione, di non poter più sostenere ulteriormente la gestione del Messina, fino a quando non verrà formalizzata l’acquisizione delle quote societarie. I calciatori, d’altronde, essendo nell’impossibilità di affrontare la trasferta e recarsi a Sapri per la partita in programma domani, 12 dicembre, non potranno scendere in campo. Il gruppo Martorano è giunto a questa dolorosa decisione dopo quasi due mesi d’incertezza e continui rinvii, ma ribadisce l’assoluta volontà nell’acquisizione dell’Acr in tempi rapidissimi , contando sulla dichiarata disponibilità della signora Chierichella e del signor Santarelli ad un incontro fissato per lunedì alle 19 a Roma presso uno studio notarile. Bruno Martorano ed i soci, sono consapevoli del difficilissimo momento per il futuro della società, ma proprio per il bene della città e con l’obiettivo prioritario di riportare Messina nel panorama calcistico che merita, si son trovati costretti a non sostenere ulteriormente la gestione di una società senza esserne ancora i legittimi proprietari, nonostante le certezze fornite in tal senso dalla Chierichella e da lei sottoscritte in un atto notarile."
Le prime reazioni sono quelle dei forum su internet. In particolare, il sito www.biancoscudati.it, divenuto uno dei principali riferimenti per i tifosi messinesi, soprattutto quelli che seguono da lontano le sorti della loro squadra del cuore, registra scoramento per la decisione di non giocare, vista come l'ennesima pagina nera di questa stagione, ma ha ancora la speranza che il tutto rientri in una strategia messa in atto da Martorano e soci per cercare di stringere i tempi e iniziare la propria opera di rilancio del calcio peloritano.
Quel che è certo è che sono davvero ore decisive e determinanti per il futuro della maggiore squadra di calcio cittadina, ancora ostaggio delle trame e dei traffici della "banda Di Mascio-Chierichiella-Santarelli", con quali si trovano ad avere a che fare gli imprenditori reggini.
Si tratta di una vicenda che si protrae praticamente da luglio, quando Bruno Martorano avvicinò Di Mascio per iniziare la trattativa, poi frustrata dall' "avvento" di Piero Santarelli che, nel giro di due giorni, a fine agosto, chiuse un accordo formale con Marcella Chierichiella, nominata dal vero patron Di Mascio amministratore unico dell'Acr Messina srl, dopo l'uscita di scena dell' "ex-amico" della coppia Alfredo Di Lullo.
Un valzer di figure che nel calcio di oggi, purtroppo, sono diventate consuete ma che contribuiscono, se ce ne fosse bisogno, ad allontanare definitivamente la gente da quello che, fino a poco tempo fa, poteva ancora essere considerato il gioco più bello del mondo.
La controparte di Martorano prova a prendere tempo, soprattutto considerando che, dopo Sapri, sarebbe iniziato un lungo periodo di sosta prima della ripresa del campionato a gennaio, nella quale, evidentemente, si voleva continuare a lucrare sulla mancata formalizzazione della cessione. Martorano e soci, invece, mutuando una famosa scena di un film di totò e Peppino, non vogliono acquistare due volte la Fontana di Trevi. O restare vittime di una stretegia degna dei magliari o del gioco delle tre carte. Tra pochi giorni sapremo davvero se l'Acr Messina potrà continuare ad esistere o chiuderà definitivamente i battenti.