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Continua a vincere l'Acr Messina di Gaetano Catalano, vittima di oggi, il Ribera guidato da Totò Brucculeri.
Nel pre gara a bordo campo i ragazzi delle giovanili del Messina e, sugli spalti, una rappresentanza abbastanza folta dei bambini della scuola “Vann’Antò”, visitati venerdì scorso dal dg Vincenzo Lo Monaco e da alcuni calciatori.
Il Messina entra in campo in maglia rossa con bordi gialli, mentre il Ribera veste la casacca biancoazzurra a strisce verticali che, agli sportivi messinesi con qualche capello bianco, ricorda quella dell’Akragas, avversario tenace di sfide epiche in C1 e in C2 negli anni 80. Terreno di gioco molto pesante, a causa delle abbondanti piogge che hanno colpito la città negli ultimi giorni.
PRIMO TEMPO Partenza abbastanza veloce del Messina con Catalano che mette i due under Comegna e Cicatiello davanti alla difesa al posto degli squalificati Bucolo e Maiorano. Il Ribera senza Brucculeri in panchina e Omolade in campo ,entrambi assenti per motivi disciplinari, prova a replicare il “colpo gobbo” fatto al “Celeste” nel girone di andata contro il Città di Messina, e, dopo la sfuriata iniziale dei giallorossi, cerca di mettere in difficoltà la capolista. Al 7’ si rende pericoloso per primo Ferreira, ma Linguaglossa riesce a deviare in angolo. Al 24’ Ferreira con il sinistro impegna Linguaglossa e, sul rimpallo, Chiaria non riesce a mettere in rete. Passano pochi istanti e, nell’azione successiva, i padroni di casa passano in vantaggio con Re Giorgio Corona, bravissimo a battere Linguaglossa con un fendente scagliato nei pressi del limite dell’area, dopo un controllo sbagliato di Licata. Il capitano giallorosso esulta mostrando la maglietta indossata a sostegno del suo ex compagno di squadra Imbriani, che lotta contro il cancro, ma si becca ugualmente il cartellino giallo. Il Messina prova, come al solito, a mettere la partita sui binari preferiti del controllo del gioco, lasciando sfogare gli avversari, ma stavolta accade l’episodio sfavorevole con una prodezza di Cortese che, al 34’ è bravo a deviare di testa in tuffo e a battere Lagomarsini, che raccoglie il pallone in fondo alla propria rete dopo poco più di 5 gare di imbattibilità. Gli uomini di Catalano sembrano innervosirsi per tanta “lesa maestà” e c’è qualche discussione tra i giocatori, soprattutto quando Montalbano resta a terra e il Messina non mette la palla a lato. Manca però una reazione costruttiva in campo ed il Ribera ha buon gioco nel controllare le trame di gioco troppo lente soprattutto del centrocampo peloritano. Allo scadere del primo tempo Corona riesce a liberarsi per il tiro, ma non riesce ad inquadrare la porta di Linguaglossa.
SECONDO TEMPO Il Messina riparte nel secondo tempo con piglio determinato, anche se con poca lucidità, e, al 49’, c’è una pericolosissima incursione di Ferreira che si divora una opportunità enorme solo davanti a Linguaglossa, centrato in pieno dal portoghese, con la sfera che finisce in corner. Il Messina sembra incartarsi, fino al 56’, quando Corona non si inventa una giocata delle sue, si libera sulla fascia sinistra e serve un assist al bacio per Chiaria che deve solo appoggiare di testa la palla in rete per il ritrovato vantaggio della capolista. Al 69’ Cocuzza serve Corona che conclude a rete praticamente a botta sicura, ma la palla viene rallentata nella sua corsa dal campo pesante, Chiaria la spinge dentro, ma, trovandosi in offside, l’arbitro annulla. Al 74’ Savanarola serve Caldore che, dalla sua fascia di competenza, fa partire un cross radente sul quale non c’è nessuno pronto ad approfittarne. Al 79’ combinazione tra i cugini Corona e Cocuzza, con quest’ultimo che, al momento della conclusione, viene contratto in calcio d’angolo. Ultimi minuti con il Ribera che conquista un paio di calci di punizione in prossimità dell’area, ma senza alcun pericolo, se non per una papera clamorosa di Lagomarsini che si fa passare il pallone sotto le gambe su un passaggio arretrato e la sfera finisce sul fondo. Nel recupero Corona e Cocuzza “congelano “ il pallone nei pressi della bandierina e il fischio finale di Minotti sancisce la sesta vittoria consecutiva per un Messina sempre più capolista del girone I della serie D, in attesa della stracittadina al “Celeste” di domenica prossima.
IL TABELLINO
MESSINA- RIBERA 2-1
MarcatorI: 25’ Corona, 34’ Cortese, 56’ Chiaria
MESSINA: Lagomarsini ('93), Caldore ('93) (dal 77’ Caiazzo -94-), Quintoni, Cicatiello ('94), Cucinotta, Ignoffo, Ferreira (dal 68’ Cocuzza), Comegna ('92), Corona, Chiaria (dall’84’ Guerriera – 92-), Savanarola. In panchina: Cuda ('93), Parachì ('92), Di Stefano ('93), Romano ('93). Allenatore: Gaetano Catalano.
RIBERA: Linguaglossa ('92), Calvaruso, Licata ('93), Platania ('93) (dal 77’ Favarotta –94-), Noto, Matinella, Montalbano, Palazzo, Cortese, Pollina ('94) (dall’89’ Li Greci -93-) , Erbini (dal 75’ Casisa). In panchina: Infantino ('92), Lombardo, Scarpitta, Cusumano ('92). Allenatore: Giovanni Martello.
Arbitro: Marco Minotti di Roma
Assistenti: Carmelo Giuffrida ed Emanuele Di Giuseppe di Acireale
Recupero: primo tempo 1’ ; secondo tempo 4’.
Ammoniti: al 22' Cucinotta, al 25' Corona, al 30' Platania, al 61’ Calvaruso
Calci d’angolo: 8-4 per il Messina
Spettatori: circa 2500
SALA STAMPA
Il ds Giovanni Martello, oggi in panchina per il Ribera al posto dello squalificato Bruccoleri, elogia i suoi ragazzi: «Siamo stati sempre in partita, anche se venivamo da un tour de force con tre gare in una settimana e siamo stati puniti solo dalle giocate eccezionali di Corona che ha segnato e fatto segnare. Il Messina merita di essere capolista, ma mi dispiace l’accoglienza non proprio signorile da parte di alcuni dirigenti della squadra di casa che hanno cercato di intimidirci. Sono molto deluso da questo atteggiamento troppo nervoso ed astioso nei nostri confronti, che non ha nulla a che vedere con una grande società come il Messina che, sicuramente, vincerà il campionato, ma non ha bisogno di queste cose».
L’allenatore del Messina Gaetano Catalano è convinto delle capacità del suo Messina: “Siamo stati bravissimi fino al loro pareggio, che ci ha innervosito molto, ma, nel secondo tempo abbiamo conquistato la vittoria, anche se abbiamo sofferto un po’ troppo alla fine. Oggi ho messo i due under in mezzo al campo, facendo riposare elementi come Parachì che, fino ad oggi, hanno tirato la carretta, ma, come al solito, ho avuto risposte positive da tutti quelli che chiamo in causa. Ho tremato solo nell’occasione del finale, quando non so cosa sia passato per la testa di Ettore Lagomarsini nel controllare quel passaggio all’indietro, ma questa vittoria vogliamo dedicarla ad Imbriani, un ragazzo che io non conosco ma che ha giocato con Corona, Ignoffo e il nostro ds Ferrigno. A lui inviamo tutta la nostra solidarietà e lo incitiamo a non mollare nella sua battaglia.” Riguardo alla gara di domenica prossima al Celeste Catalano la considera una gara difficile : “Loro oggi hanno perso, ma sicuramente saranno ancora più carichi. Mi auguro che ci sarà una buona cornice di pubblico e che possa essere una bella giornata di sport”.
Il capitano del Messina Giorgio Corona si schernisce davanti ai complimenti dei cronisti per la sua prestazione: «Sia io che i miei tre colleghi in attacco facciamo solo il nostro dovere. Oggi ci siamo rilassati sull’ uno a zero, ma ci trovavamo di fronte una squadra come il Ribera, vera e propria rivelazione del torneo.” Riguardo alle rimostranze del ds Martello sull’accoglienza riservata al Ribera, Corona è laconico: “Non è successo niente di particolare, come non è mai accaduto nulla a Messina. Le partite si vincono sul campo”. Re Giorgio si esprime anche sulla partita del Celeste: “Per me non è un derby. Rispettiamo il Città di Messina, perché è una bella squadra, ma noi abbiamo l’obiettivo di vincere questo campionato e non vogliamo mollare mai».
Infine, c’è il direttore generale Vincenzo Lo Monaco che risponde a Martello: «Mi sembrano delle grandi stupidate, perché io ho visto loro addetti che non avevano molto di medico ai quali abbiamo messo a disposizione il materiale che gli serviva. Preferisco non ricordare l’accoglienza riservata a noi all’andata ed è meglio parlare del risultato della gara, un po’ condizionata dalla voglia di riscattare il risultato dell’andata. Nel secondo tempo abbiamo collezionato tante palle gol, dominando la partita, con un Giorgio Corona che dimostra il grande lavoro svolto dal mister e dallo staff tecnico per il suo rendimento costante ad alti livelli. E domenica ci sarà un’altra prova importante, ma non perché sia un derby, visto che l’unico derby per me è quello con la Reggina, e mi auguro che ci sia la possibilità di vedere tanta gente al Celeste, magari sfruttando il fatto che in quello stadio c’è la tribuna coperta e il pubblico non deve avere paura del maltempo».
Roberto Chiaria, match-winner dell’incontro, divide con Corona il merito del suo gol: «Divido al 50% con Giorgio il mio gol, che ha impreziosito una partita in cui io non ho giocato al meglio, lo riconosco. E’ stata una liberazione perché ci tenevo a segnare al S. Filippo e sono contento di essermi sbloccato. Noi adesso dobbiamo pensare partita per partita, senza curarci di quello che fanno le altre squadre, cercando di ottenere il massimo per il nostro obiettivo».