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LA CRONACA
Il Messina viene fermato per la seconda volta in questo torneo in casa da una Gelbison molto ben messa in campo da mister Erra, che riesce nell’impresa finora centrata solo dal Paternò nel girone d’andata, ovvero uscire indenne dal San Filippo. I giallorossi, però, sono comunque soddisfatti, perché la concomitante sconfitta casalinga subita dal Cosenza, consente di riportare a 5 le lunghezze di vantaggio sui silani, annullando, di fatto, gli effetti della penalizzazione di un punto inflitta dalla Giustizia Sportiva nella scorsa settimana per vicende risalenti a due stagioni orsono.
La giornata è resa fredda da umidità e un vento fastidioso, il pubblico è sempre attestato sullo “zoccolo duro” delle 3000 unità, con tanti bambini e ragazzini delle scuole cittadine presenti in Tribuna A insieme a famiglie ed insegnanti.
Il Messina, reduce dall’importante vittoria di Vibo, è messo in campo da Catalano con il consueto 4-4-2. Scelte obbligate in difesa per le assenze degli squalificati Cucinotta e Caldore e degli infortunati Chiavaro e Di Stefano, con Leo schierato dall’inizio a destra, coppia centrale formata da Ignoffo e Caiazzo e Quintoni sulla sinistra. Davanti alla difesa, i due “mastini” Bucolo e Maiorano, Parachì sulla corsia destra e Savanarola a sinistra a cercare di dare rifornimenti e sostegno alle due punte Corona e Cocuzza.
La Gelbison, forte della sua classifica tranquilla, arriva al "San Filippo" con un atteggiamento sbarazzino, cercando di mettere in pratica gli insegnamenti del tecnico Erra, che può vantare un ruolino di marcia sempre positivo contro il Messina, sia alla guida del Sambiase che della Gelbison, vittoriosa nella sfida di andata contro i peloritani per 2-0 grazie alle reti di Grimaudo e Senè. L’assenza di Grimaudo spinge Erra ad uno schieramento basato sul 4-3-2-1, con il senegalese Senè terminale offensivo e Viciconte e Passaro molto vicini a cercare di creare scompiglio nella difesa peloritana. Manzillo prova a distribuire il gioco a centrocampo, con l’ausilio di Pecora e Santonicola, mentre il lavoro più pesante nel reparto arretrato è affidato alla coppia di centrali Pascuccio-Manzo. Sulle fasce provano a chiudere e ripartire i due under Magliocca e Mustone.
PRIMO TEMPO
Non si è ancora completato il primo minuto di gioco che il Messina si fa vivo dalle parti di Spicuzza con Cocuzza, servito da Corona, che stoppa di petto, prova il destro, ma ne sortisce solo un tiro fiacco che si perde sul fondo.
Al 9’ ecco la prima azione pericolosa della Gelbison, con Viciconte bravo a liberarsi e crossare per Pecora che, di testa, sfiora la traversa con Lagomarsini sulla traiettoria.
Le due squadre si fronteggiano con molto equilibrio ed il Messina sembra studiare un avversario che rispetta moltissimo dopo la sconfitta subita all’andata, quando i giallorossi furono messi sotto dai cilentani.
La gara sembra infiammarsi nei minuti centrali del primo tempo con tre azioni da rete in sequenza. Prima, al 20’, Parachì crossa verso il limite dell’area dove Maiorano sfiora di testa per Corona prontissimo a servire Savanarola solo davanti a Spicuzza, bravo a chiudere sui piedi dell’attaccante biancoscudato.
Passa solo un minuto e i campani ribaltano il fronte di gioco con Senè che conquista palla sulla trequarti d’attacco, giunge ai 25 metri e lascia partire una botta secca sulla quale Lagomarsini si fa trovare pronto a deviare in angolo.
Al 22’ il Messina torna in attacco conquistando un corner, battuto da Quintoni per la testa del piccolo Savanarola bravo ad anticipare tutti. La deviazione, però, colpisce la traversa con Spicuzza ormai battuto.
La partita rientra nei binari dell’equilibrio, con una leggera prevalenza sterile dei rossoblù, che, al 44’ su un calcio di punizione concesso dall’arbitro su segnalazione dell’assistente Valentini per fallo su Passaro poco prima del limite dell’area, sfiora il vantaggio. Manzillo mette il pallone in area scatenando una mischia che culmina in un tiro di Senè dal limite dell’area piccola che si perde a lato della porta difesa da Lagomarsini.
L’ultima azione da annotare è sempre degli uomini di Erra, con Manzillo che, al 45’, lascia partire un tiro dai 25 metri bloccato agevolmente da Lagomarsini.
SECONDO TEMPO
La notizia del provvisorio vantaggio del Cosenza dà la carica giusta ai biancoscudati che, nella ripresa, partono spingendo subito l’acceleratore. Al 53’ Parachì, giunto sul fondo, fa partire un insidioso tiro cross sventato in tuffo da Spicuzza. Sulla respinta del portiere è pronto Corona che cade in area a contatto con Manzo, ma l’assistente Valentini non segnala nulla e l’arbitro, appostato molto lontano, lascia correre.
In questa fase sembra molto ispirato Parachì, fino ad allora un po’ in ombra. L’attaccante messinese, al 56’, giunge in percussione fino al limite dell’area, lasciando partire un bolide deviato da Spicuzza in angolo. Sulla battuta dalla bandierina, Quintoni serve Savanarola che si libera sul vertice sinistro, ma la sua conclusione viene rimpallata ancora in angolo.
Al 60’ altra occasione per il Messina, ancora su calcio da fermo battuto da Quintoni. Cocuzza, sulla corta respinta della difesa, si trova il pallone sul sinistro, scocca il tiro, ma Magliocca si oppone con il corpo e sventa la minaccia.
Passano 5 minuti e c’è uno scambio veloce tra Corona e Parachì, con quest’ultimo che prova a battere Spicuzza non appena entrato in area, ma il portiere si oppone con bravura.
Gli uomini di Catalano stringono d’assedio l’area cilentana, ma si rendono pericolosi solo sulle “palle inattive” tanto care al professore Scoglio, come al 72’, quando, sull’ennesimo corner battuto sempre da Quintoni, Chiaria, subentrato a uno spento Savanarola, non riesce, di testa a deviare in rete vicino al palo destro della porta di Spicuzza.
Al 76’ ancora Chiaria, giunto quasi sul fondo, mette al centro un pallone molto teso sul quale Pascuccio manda in angolo rischiando l’autogol.
La Gelbison prende un po’ di fiato e prova a rendersi pericolosa, come all’ 80’ con Senè che non riesce a deviare di testa un invitante cross giunto dalla fascia destra.
Dopo due minuti ancora difesa ospite in affanno, con Manzo che emula Pascuccio su cross di Parachì, mettendo i brividi al proprio portiere.
Il Messina continua a premere con insistenza, dopo che è giunta la notizia del vantaggio della Vibonese al “S. Vito” e, all’ 84’, sembra fatta per Cocuzza che tira non riuscendo ad imprimere la forza necessaria, consentendo così a Spicuzza di anticipare Chiaria, lanciato in scivolata a due metri dalla linea fatale.
La Gelbison, però, non resta a guardare e, all’ 85’ va vicinissima al “colpo gobbo”. Senè vince di forza due rimpalli e si presenta solo davanti a Lagomarsini, bravissimo a bloccare il pallone con le gambe e salvare l’imbattibilità interna del Messina.
Gli ultimi minuti sono frenetici, con i ragazzi in maglia biancoscudata protesi ad una vittoria che chiuderebbe i giochi al vertice. All’ 88’ Corona, su angolo, tira al volo, ma Manzo si immola, deviando la botta di “Re Giorgio” diretta in porta e restando a terra colpito violentemente al volto.
L’arbitro concede cinque minuti di recupero e, al 93’, Chiaria ha l’ultima occasione per sbloccare la gara, si libera dal limite scocca un tiro secco ma Spicuzza si supera tuffandosi sulla sua destra e deviando, ancora una volta, in corner.
L’arbitro Perotti fischia quindi la fine, ma il rammarico per il secondo pareggio in casa su 14 gare è lenito dal risultato del “S.Vito” e, quindi, considerando la ottima figura fatta dalla Gelbison in riva allo Stretto, per il Messina è davvero un punto guadagnato.
IL TABELLINO
MESSINA- GELBISON 0-0
MESSINA: Lagomarsini ('93), Leo ('94), Quintoni, Bucolo, Caiazzo (94), Ignoffo, Parachì (92), Maiorano, Corona, Cocuzza, Savanarola (dal 64’ Chiaria). In panchina: Mangini ('95), Comegna ('92), Guerriera ('92), Romano ('93), Cicatiello (94), Ferreira. Allenatore: Gaetano Catalano.
GELBISON: Spicuzza, Magliocca (93), Mustone (92), Manzillo, Pascuccio, Manzo, Santonicola (dal 79’ De Cesare), Pecora, Sene Pape, Viciconte (93), Passaro (95) (dal 69’ Aufiero-94-) . In panchina: Nappi ('93), Melcarne, Liguori,, Abagnale (93), Torraca (95). Allenatore: Alessandro Erra.
Arbitro: Pierantonio Perotti di Legnano
Assistenti: Saverio Bottalico e Antonio Valentini di Bari
Recupero: primo tempo 1’, secondo tempo 5’
Ammoniti: 34’ Magliocca, 60’ Bucolo, 71’ Quintoni, 75’ Viciconte, 83’ Parachì, 94’ De Cesare
Calci d’angolo: 13-3 per il Messina
Spettatori: circa 3.000
SALA STAMPA
Il primo a presentarsi davanti a taccuini e microfoni è il direttore generale del Messina Paolo Giuliano che analizza con molta sincerità l’andamento della partita: “Si va in campo ogni domenica con avversari ed in contesti diversi, e noi giochiamo sempre con la pressione addosso di dovere vincere per tenere a distanza il Cosenza. Quindi, oggi, nei primi trenta minuti, abbiamo un po’ stentato, ma non significa nulla, perché si tratta della seconda squadra che, in questo torneo, è riuscita a prendere un punto qui in casa nostra e, comunque, non abbiamo preso gol ancora una volta. Si tratta di un dato statistico fondamentale.” Giuliano assegna poi i meriti della Gelbison: “Oggi i nostri avversari non hanno rubato nulla, anche se forse, ai punti, una nostra vittoria ci sarebbe potuta stare. Ma loro, a pochi minuti dalla fine, hanno fallito una occasione d’oro con Senè che mi ha fatto correre i brividi lungo la schiena, e, in ogni minuto della gara, si sono impegnati al massimo, dal portiere al centravanti.” Il direttore generale del Messina ha anche qualcosa da dire sulla questione relativa al punto di penalizzazione inflitto all’ACR per la questione Mangiarotti, il calciatore della stagione 2010-11 che, pur avendo ricevuto tutte le spettanze, non ha riconosciuto come propria una delle firme sulle quietanze liberatorie rilasciate dalla società allora presieduta da Bruno Martorano: “Ho le mie opinioni sulla cosiddetta giustizia, anzi ingiustizia sportiva, basata sull’inversione dell’onere della prova, che esplica i propri effetti a distanza di anni, condizionando pesantemente, come nel nostro caso, gli sforzi di chi i propri punti li ha conquistati sudando sul campo. Comunque, speriamo di non dovere pensare più a queste cose e di raggiungere al più presto la certezza matematica della promozione. Restiamo ottimisti, abbiamo lo scontro diretto in casa e un calendario non terribile. Adesso che abbiamo maggiore tranquillità, dobbiamo affrontare le ultime partite con le massime energie, sempre concentrati e, speriamo, con un pubblico più numeroso. Anche perché partite come quelle di oggi, con una maggiore presenza sugli spalti e la giusta pressione, magari si vincono”.
L’allenatore della Gelbison Alessandro Erra, concorda con il punto di vista di Giuliano: “Abbiamo giocato a viso aperto, serenamente, grazie anche alla nostra posizione in classifica, contro la squadra più forte del campionato. A me è piaciuta molto la nostra capacità di soffrire cercando di vincere ed avendo due grosse occasioni prima con Senè di testa e poi sempre con il nostro centravanti a pochi minuti dalla fine. Abbiamo mantenuto sempre ritmi alti e buona intensità, non consentendogli di ragionare e impedendo ai loro centrali di centrocampo e ai due laterali, di rendersi pericolosi.” Sull’esito finale della lotta al vertice, Erra è sicuro che il Messina avrà la meglio: “Secondo me il campionato è finito, anche se i tre punti a vittoria possono comunque lasciare aperto uno spiraglio. Ma il Messina ha i numeri, la forza e l’organico per vincere e centrare la promozione. Anche oggi ha concesso pochissimo in difesa, mentre il Cosenza, pur avendo un giocatore stratosferico per la categoria, come Mosciaro, alla fine, prende sempre gol e questo è determinante per arrivare primi alla fine.”
Mister Gaetano Catalano sembra un po’ più sereno dopo questo risultato: “E’ stata una gara difficile, anche perché avevamo alcuni dei nostri non in buone condizioni, ma non mi piace giustificarmi, anche perché la Gelbison, soprattutto nel primo tempo, ci ha messo in difficoltà avendo la meglio, visto che noi continuavamo a fare il lancio lungo, sul quale erano molto agevolati. Nella ripresa li abbiamo messi nella loro metà campo, provando a vincere, ma, alla fine, è arrivato il risultato ad occhiali. Peccato, perché, vincendo oggi, probabilmente, avremmo chiuso il campionato. Vuol dire che continueremo a sudare fino alla fine del campionato, indipendentemente dai risultati o dalla presunta crisi del Cosenza, che, comunque, dopo queste due sconfitte, sarà attesa da una partita molto complicata contro una Gelbison che oggi ha dimostrato tutto il proprio valore.”
Il portiere del Messina Ettore Lagomarsini è un po’ rammaricato per la mancata vittoria: “Purtroppo oggi, come contro il Paternò, non siamo riusciti a segnare, e, soprattutto all’inizio, eravamo molto rispettosi del nostro avversario, visto che, all’andata, ci ha fatto molto soffrire. Abbiamo prima provato a sfruttare la fisicità di Corona, mentre, nel secondo tempo, abbiamo creato qualcosa senza riuscire a segnare. Alla fine, il pareggio, considerando la sconfitta del Cosenza, ci consente di recuperare il punto di penalizzazione e adesso possiamo essere soddisfatto per avere un punto in più e una partita in meno da giocare.”
Infine, Giovanni Ignoffo che non vuole sentire parlare di campionato chiuso: “Noi oggi abbiamo avuto l’occasione per aumentare in maniera decisiva il nostro vantaggio. Il punto guadagnato va bene, ma dobbiamo continuare a non sottovalutare nessuno dei prossimi nostri avversari che ci separano dall’obiettivo di vincere il campionato.” Ignoffo, poi, interpreta, dall’alto della sua esperienza, il momento del Cosenza, dopo la seconda sconfitta consecutiva: “La loro condizione psicologica, visto che noi, anche pareggiando in casa, siamo riusciti a guadagnare un punto, non credo sia delle migliori, perché hanno perso una occasione per avvicinarci, soprattutto dopo la scorsa settimana. E questo, se lo aggiungiamo al contraccolpo subito la scorsa settimana, con la nostra vittoria a Vibo e la loro sconfitta a Palazzolo, non li aiuta di sicuro. In ogni modo, noi dobbiamo continuare per la nostra strada”.