MESSINA-COSENZA 0-0: LE PAGELLE

Le valutazioni di Golsicilia.it


LE PAGELLE

Lagomarsini 6,5 – Il “portierone” giallorosso stavolta non deve fare gli straordinari. Solo al 28’ Pesce lo chiama all’intervento plastico in angolo, che gli vale il mezzo punto in più in pagella, mentre, prima e dopo, deve solo raccogliere qualche cross degli avversari. Nel secondo tempo, sbaglia i tempi di una uscita aerea su corner, ma Ignoffo riesce a rintuzzare il colpo di testa di Parisi. Il prossimo anno, sarà dura per Lo Monaco trovare un sostituto all’altezza, visto che, probabilmente, Ettore tornerà al Genoa per fine prestito. Ma lui, che ha un rapporto al limite del morboso con la Curva Sud, proverà in tutti i modi a restare in riva allo Stretto.

Caiazzo 6 – Dalle sue parti, in altri momenti della stagione, gli allenatori avversari provavano a mettere l’uomo più pericoloso per sfruttare qualche sua incertezze. Oggi, invece, ha chiuso alla grande provando anche, qualche volta, a scendere sulla fascia, pur non riuscendo a far partire cross pericolosi.

Caldore 6,5 – Una serie di anticipi feroci su chiunque si avventurasse sulla sua fascia di competenza fanno di quella odierna una delle sue migliori prestazioni del torneo. Come Caiazzo, in qualche altra occasione durante l’anno, ha fatto degli errori di gioventù, ma oggi è stato perfetto.

Bucolo 6,5 – Il “trottolino di Librino” (soprannome tenero per un vero e proprio mastino) ha continuato la sua opera praticamente incessante su tutto il fronte del centrocampo, recuperando una marea di palloni, provando sia a lanciare Corona come domenica scorsa a Torre Annunziata, che a tirare in porta. La sua prossima missione? Riuscire a fare il suo golletto stagionale, tanto per non perdere l’abitudine.

Cucinotta 6,5 – Una volta lo avremmo chiamato stopper, adesso è un centrale che, dopo l’infortunio che ha negato a Chiavaro questo finale di stagione, ha affiancato Ignoffo al centro della difesa, risultando troppo frenetico o nervoso in alcune partite. Oggi, invece, ha dosato perfettamente anticipi di testa e di piede, senza quasi mai lasciare sguarnita la retroguardia ed è anche riuscito a limare qualche esuberanza di carattere che lo aveva penalizzato in passato.

Ignoffo 6,5 – Lo “zio” si fa sempre trovare pronto. Certo, avere prima Foderaro e, dopo un quarto d’ora, Marano di fronte è ben diverso dalla possibilità di incrociare Mòsciaro. Nella ripresa, chiude la porta anche a Gassama che provava a sfondare sulla fascia. Il senegalese prima si trova un muro davanti, poi prova a protestare, ma, immediatamente condotto a più miti consigli da una occhiataccia del centrale giallorosso, trotterella tranquillo verso il centro del campo.

Guerriera 6 – In tribuna stampa era presente tutta la sua simpaticissima famiglia. Il ragazzo catanese corre, prova a far valere la propria progressione, si dimostra troppo timido nel primo tempo, quando non tira e preferisce crossare debolmente per Corona, e si divora, in condominio con Chiaria, l’occasione più colossale che un calciatore possa avere: tirare a due metri dalla porta vuota. Lui riesce a mandarla alta sulla traversa e lì la sua gara finisce. Catalano, al suo posto, mette dentro Parachì (6) che si merita la quotazione per un bellissimo passaggio a Corona che il bomber di Cinisi non mette a frutto per manifesta stanchezza da fine stagione.

Maiorano 6,5 – Lui e Bucolo sembrano la coppia di “pard” di Tex Willer. Tra qualche anno diventerà Kit Carson, mentre per adesso martella tutto e tutti, sradica palloni dai piedi di avversari che se lo vedono spuntare da tutte le parti, si propone anche qualche volta in prossimità dell’area avversaria, ma i compagni qualche volta lo ignorano, altre volte sembrano anche loro stupiti della sua omnipresenza. I Lo Monaco non gradiscono consigli, ma un pensierino a mantenerlo in campo con la maglia del Messina anche in Lega Pro, sembra  doveroso.

Corona 7 – Inizia a lottare come solo lui sa fare, tenendo il pallone attaccato al piede fin quando il difensore o si arrende, oppure lo colpisce. Prova a svariare sul fronte di attacco, ma anche a difendere palla per far salire la squadra, ingaggia una lotta personale con l’arbitro che ignora qualche trattenuta nei suoi confronti, poi gli annulla un gol apparso regolare, infine lo ammonisce per simulazione. “Re Giorgio” capisce che il ragazzino in maglia gialla vuole fare il protagonista e decide di ignorarlo. Nel secondo tempo, quando i suoi compagni provano a lanciarlo in contropiede stile “Drogba”, lui continua a non scomporsi e, alla fine, quando il pareggio diventa un risultato da raggiungere, tiene palla in prossimità della bandierina per un paio di minuti, tanto per far capire ai cosentini che, stavolta, il recupero non porterà nulla di miracoloso. Se Maiorano è Kit Carson e Bucolo sembra Kit Willer, lui è Tex. Tiger Jack, che copre sempre le spalle a tutti, non può che essere lui: Giovanni Ignoffo.  La chioma fluente degli indiani navajo, in questo caso, è un optional totalmente ininfluente.

Chiaria 6 – Il bomber di Cernusco sul Naviglio fa una partita di puro sacrificio, “spizza” tanti palloni per i compagni e lotta provando a fare pressing sui difensori avversari. Esce stremato al 75’ per Cocuzza (6) , ma il biondo attaccante palermitano non incide sugli ultimi minuti di gara, meritando la sufficienza, oltre che per la stima, anche per qualche pressing sui portatori di palla avversari che rallentava le ripartenze cosentine.

Ferreira 7 – Nel primo tempo sembra un po’ spaesato, ma comunque si fa sentire a centrocampo contro qualche avversario abbastanza dotato fisicamente. Non riesce a deviare in gol un cross di Corona al culmine di una bellissima azione di contropiede al 29’, ma, sinceramente, segnare di contro balzo in scivolata avrebbe probabilmente fatto venire giù lo stadio. E il “S.Filippo”, ancora può tornare utile in futuro. Nella ripresa, dai suoi piedi partono le uniche due occasioni vere da gol per il Messina. Prima, al 59’, scarica un sinistro deviato che si infrange sul palo, e, un minuto dopo, impegna Cutrupi alla deviazione bassa in corner.  Con il passare dei minuti si spegne e Catalano lo tira fuori un paio di minuti dopo che rischia di beccare il secondo giallo per una trattenuta ai danni di Sicignano. Al suo posto entra Savanarola (sv) che il suo, in questo campionato, l’ha già fatto e, nelle ultime gare, sembra essere in debito di condizione, oltre che alle prese con qualche fastidio fisico. Nessun problema: avrà occasione per rifarsi.

ALLENATORE: Gaetano Catalano – 7 – Gestire una gara del genere, aldilà del vantaggio in classifica e dei “due risultati utili su tre”, non era facile. Il mister, da qualcuno poco considerato forse perché a dichiarazioni roboanti da “Mourinho dei poveri” preferisce frasi dello stesso tenore di quelle che il suo omonimo pronunciava a “Quelli della Notte”, indirizza la gara partendo dall’approccio giusto, prova a vincerla e, infine, preferisce gestire un pareggio che vale quasi quanto una vittoria. Alla fine si prende i complimenti di mister Gagliardi, ma agli auguri, avrà sicuramente risposto, in cuor suo, facendo gli scongiuri. Dopo 5 anni di inferno in serie D, un mister che trasuda normalità da tutti i pori è stato una buona garanzia per centrare l’obiettivo della promozione.

ARBITRO: Bichisecchi di Livorno – 5 – Al primo corner a favore del Cosenza, non vede una trattenuta su un silano, poi sorvola su diversi falli cattivi a centrocampo senza tirare fuori il cartellino giallo, facendo pensare a qualcuno che venisse dalla sezione di Newcastle upon Tyne. Infine, annulla il gol di Corona, apparso regolare dal vivo. Vedremo se le immagini daranno ragione a lui ed al suo assistente, oppure agli oltre diecimila del “S.Filippo”.

 

NUOVA COSENZA: Cutrupi 6,5, Cavallaro 6 (dal 70’ Gassama sv), Sicignano 6,5, Benincasa 6, Parisi 6,5, Liotti 6, Paonessa  6 (dall’87’ Parenti  sv ), Fiore 6, Foderaro sv (dal 15’ Marano 6,5), Guadalupi 6, Pesce 6,5.

Allenatore: Gianluca Gagliardi 5,5

 


Davide Mangiapane 22/04/2013
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