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Il Messina seppellisce di reti la Nissa e festeggia nel migliore dei modi il ritorno tra i professionisti dopo cinque lunghissimi anni in serie D. E’ finita con i calciatori che, prima si dispongono in corridoio per applaudire i ragazzi della Nissa, poi riescono a completare tutti i riti programmati, dalla corsa sotto gli spalti, al girotondo a centrocampo, all’abbraccio con il patron Pietro Lo Monaco che, in questa occasione, messa al bando la scaramanzia è voluto restare con i suoi ragazzi fino al novantesimo. La curva sud ha sfogato finalmente tutta la propria gioia senza invadere il terreno di gioco, dedicando qualche coro “pepato” ai vecchi proprietari dell’FC Messina che non iscrissero la squadra in serie B nel 2008 e, infine, sciamando per le strade della città, specialmente Piazza Cairoli, per una volta non solo bianconera, ma soprattutto giallorossa.
L’avvio della giornata, caldissima e umida per lo scirocco, con qualche scroscio di pioggia, è da applausi per la coreografia approntata dalla Curva Sud prima all’ingresso delle squadre in campo, con migliaia di cartoncini gialli e rossi e, al centro, lo scudo simbolo della città e della squadra.
In tribuna sono presenti anche Arturo Di Napoli ed Alessandro Parisi, protagonisti dell’ultima promozione festeggiata da queste parti, quella in serie A del 5 giugno 2004.
PRIMO TEMPO Il Messina parte, come al solito, abbastanza sornione e, al 6’ conquista una punizione battuta da Bucolo, deviata dalla difesa nissena, che finisce sui piedi di Corona, il quale prova il tiro di prima intenzione di esterno, ma manda altissimo. Dopo tre minuti Chiaria prova la botta dalla distanza, ma la palla si perde alta sulla traversa. Al 12’ si vede la Nissa in avanti con Privitera che, attraversa tutto il campo, arriva al limite e prova il tiro piazzato, troppo debole e centrale, facile preda di Lagomarsini. Seguono una decina di minuti di stasi, rotti al 21’ da Maiorano che si libera dal limite, prova il tiro, ma la palla si perde sul fondo, deviata da un difensore. E’ il preludio al primo gol, che giunge al 22’ sempre grazie a Maiorano che pesca Chiaria in area. L’attaccante lombardo si libera agevolmente del marcatore e scarica un destro potente alle spalle di Ammendola. Da questo momento in poi è un dominio del Messina che prima sfiora al 26’ il raddoppio con Ignoffo che spara alto in sforbiciata su assist di Corona e poi, al 29’, arriva al secondo gol grazie a Bucolo che lascia partire un bolide sotto la traversa siglando il suo primo gol in giallorosso. Passano poco più di sessanta secondi ed ecco il terzo gol, stavolta firmato da Corona che, con un lob, inganna Ammendola apparso piuttosto incerto nell’occasione. Il Messina molla un po’ e la Nissa ne approfitta con il gol della bandiera, al 35’, grazie ad un un bel sinistro di Privitera che coglie l’incrocio dei pali alla sinistra di Lagomarsini. I giallorossi premono di nuovo sull’acceleratore e, al 40’, arriva il poker con Guerriera che raccoglie un cross dalla destra di Ferreira e mette dentro da due passi.
SECONDO TEMPO Il primo tempo si chiude senza recupero e, all’avvio di ripresa, Corona segna il quinto gol approfittando di un assist di Chiaria che aveva saltato il portiere e servito il centravanti palermitano con un passaggio all’indietro. E’ l’ultima azione degna di nota del capitano giallorosso al quale Catalano riserva, già al 48’ la prima standing ovation di giornata, sostituendolo con il cugino Cocuzza. La seconda frazione è un monologo messinese, anche perché Ferreira e Cocuzza hanno voglia di segnare e ci mettono parecchio impegno. Al 56’, il portoghese entra in area sulla sinistra e viene messo a terra da Di Marco. Calcio di rigore che lo stesso Ferreira trasforma dopo la deviazione sul palo di Ammendola. L’arbitro e l’assistente tentennano prima di assegnare il gol, ma poi si riparte con la palla al centro. E’ il sesto gol del Messina. Al 71’ sembra fatta per Cocuzza che mette la palla in rete, ma l’assistente Papapietro sbandiera un fuorigioco inesistente, annullando il gol. Passa però un minuto, e si concretizza il 7-1, siglato da Chiaria che mette in rete di destro al volo un cross radente di Caiazzo. Manca solo Cocuzza e, all’81’, arriva finalmente il gol del biondo attaccante palermitano, che entra in area, dribbla Dibi Coffy e mette in rete di destro a giro nell’angolo più lontano. A tre minuti dal termine, esce dal campo Ignoffo per Chiavaro e partono anche i giochi d’artificio fuori dallo stadio. Inizia la festa che si trasferirà per le vie della città per tutta la serata.
IL TABELLINO
MESSINA- NISSA 8-1
Marcatori: 22’ e 72’ Chiaria, 29’ Bucolo, 30’ e 46’ Corona, 35’ Privitera, 40’ Guerriera, 56’ Ferreira (rigore), 81’ Cocuzza
MESSINA: Lagomarsini ('93) (dal 60’ Mangini-95-), Caiazzo ('94), Caldore (93), Bucolo, Cucinotta, Ignoffo (dall’87’ Chiavaro), Guerriera (92), Maiorano, Corona (dal 48’ Cocuzza), Chiaria, Ferreira. In panchina: Di Stefano (93), Cicatiello ('94), Quintoni, Savanarola. Allenatore: Gaetano Catalano.
NISSA: Ammendola, Cobisi (94), Dibi Coffy (94), Direttore (92) (dal 46’ Morgillo), Di Marco (94), Conigliaro (93), Ventura (92) (dal 61’ Maugeri-93-), Bica Badan, Di Marco (92) (dal 76’ Mangiavillano -92-), Privitera (94), Piazza (92). In panchina: Sciaulino ('93), Ballariano (95). Castellano (95), Barrile (93). Allenatore: Fabrizio Fama.
Arbitro: Gabriele Magrini di Città di Castello
Assistenti: Lorenzo Papapietro di Foligno e Emanuele Antonino Amato di Catania
Recupero: primo tempo nessuno, secondo tempo 2’
Ammoniti: nessuno
Calci d’angolo: 9-3 per il Messina
Spettatori: circa 7.000
SALA STAMPA
L’atmosfera nella sala stampa del “S.Filippo” è quasi asettica, perché la festa della squadra, dello staff tecnico dirigenziale è tutta negli spogliatoi, piuttosto distanti dall’area riservata ai giornalisti. Il direttore sportivo Paolo Giuliano è contento sia per la risposta del pubblico che per il risultato sportivo: «E’ sempre difficile vincere e noi lo abbiamo fatto avendo i favori del pronostico, in un campionato come quello di serie D dove solo chi arriva primo ha la sicurezza della promozione. Adesso noi siamo prontissimi a fare la Lega Pro al massimo livello possibile e non temiamo nemmeno l’eventualità di un anticipo della riforma della serie C nel caso in cui vi saranno molte defezioni da parte di società in ambasce finanziarie. Adesso, però, ci godiamo questa festa meritatissima e, nei prossimi giorni inizieremo a lavorare per il futuro».
Il tecnico Gaetano Catalano giunge davanti a microfoni e taccuini dopo un bel po’ di tempo, stavolta in “abiti civili”, dopo una bella doccia ristoratrice. «Questa è la mia terza promozione negli ultimi cinque anni. Le altre due le ho raggiunte come secondo di Antonio Venuto a Milazzo, dove, da capo allenatore, ho anche centrato una salvezza bellissima nella scorsa stagione. Sono orgogliosissimo di avere riportato la squadra della mia città tra i professionisti, contribuendo, insieme ad un gruppo meraviglioso, a questa impresa che può essere il primo passo verso la rinascita. Ringrazio quindi i miei uomini e la società che ci ha sempre sostenuto, soprattutto nell’unico momento in cui ho dubitato sul raggiungimento del risultato finale, quando abbiamo subito le due sconfitte di Ribera e del Celeste in Coppa Italia contro il Città di Messina. Da allora, abbiamo serrato le fila e siamo andati avanti come un treno, con l’unica eccezione dei passi falsi contro Gelbison e Cosenza, ma senza mai mollare e avendo la massima fiducia nelle nostre capacità. Il prossimo anno dobbiamo confermarci ad alti livelli e sicuramente la società prenderà le scelte giuste per continuare il progetto vincente del Messina».
Il portiere Ettore Lagomarsini è felicissimo per la vittoria del torneo ma non perde la sua tranquillità: «Ho sempre provato a mantenermi calmo anche per infondere fiducia ai miei compagni durante la stagione. Molti dicono che per me questo può essere un punto di partenza per la mia carriera, ma, invece, credo che sia un grandissimo traguardo, perché qui la pressione è tanta e vincere non è facile, anche se si ha la spinta di un pubblico sicuramente da serie superiore. Non conosco ancora il mio futuro, perché il Genoa, proprietario del mio cartellino dovrà prima vedere come finisce la stagione e poi affrontare le questioni relative ai tantissimi giocatori che ha in giro per l’Italia. Io spero tantissimo di restare e sono sicuro che il Messina proverà tutte le strade possibili per trattenermi».