



Igea-Siracusa 0-2: far west al D'Alcontres, la spuntano gli azzurri e la rincorsa continua
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Golsicilia.it vi proprone le pagelle del Messina, sulla stagione appena conclusa trionfalmente dal gruppo allenato da Gaetano Catalano. Voti alti per tutti, con Lagomarsini, Bucolo, gli esperti Ignoffo e Corona che trionfano su tutti.
ETTORE LAGOMARSINI 8.5: Prelevato a luglio dalla Primavera del Genoa, dove aveva disputato solo pochissime partite, il ragazzone classe 1993 si impone subito per personalità, carattere, doti tecniche e concentrazione, oltre a quel pizzico di follia che contraddistingue da sempre il ruolo del portiere. È unanimemente considerato il miglior estremo difensore del girone, la curva lo ha adottato dopo la grinta dimostrata soprattutto nelle “stracittadine” contro il Città di Messina. La sua parata nel match di campionato al “Celeste”, a togliere il pallone indirizzato in rete di testa da Saraniti, è uno dei momenti più importanti per rafforzare il feeling con i tifosi, ma anche un intervento ai limiti dell’impossibile nella vittoriosa trasferta di Agropoli, oltre ai rigori parati in casa ad Occhiuzzi del Montalto ed in trasferta a Pasca del Licata, fanno di Lagomarsini una delle sorprese più belle di questo torneo. Lo Monaco e Ferrigno sperano di trovare la strada giusta per farlo rimanere a Messina ancora qualche anno. I tifosi sono pronti a fare anche qualche preghiera tibetana per continuare il loro flirt con Ettorone…
VINCENZO CUDA 6.5: Il portiere di riserva si fa trovare pronto nelle 4 gare in cui Lagomarsini deve riposarsi per infortunio. Dimostra anche lui buona sicurezza e un discreto bagaglio tecnico.
PROCOLO CAIAZZO 7: Classe ’94, nato a Pozzuoli ma cresciuto nelle giovanili del Grosseto e del Genoa, i suoi esordi in maglia biancoscudata sono un po’ timidi. Con il passare delle giornate, invece, acquisisce maggiore maturità, fino a far parte anche lui del blocco granitico difensivo che costituisce il pilastro di questo trionfo. In qualche occasione lo si confonde con il suo “gemello” (sono stati acquistati insieme ed hanno anche caratteristiche tecniche e fisiche simili) Caldore, ma sicuramente tanti allenatori vorrebbero avere ragazzi così disciplinati in campo, umili e pronti a seguire le direttive del proprio tecnico, che lo impiega, alla bisogna, anche da centrale. Soldatino
SEBASTIAN CALDORE 7: Stesso voto del “gemellino” Caiazzo, ma lui ha dimostrato un po’ più di personalità prendendosi qualche rischio calcolato, soprattutto nel finale di campionato. La sua prestazione contro il Cosenza al “S. Filippo” è da incorniciare. È stato, comunque, uno dei principali esempi delle grandissime capacità dimostrate dalla società nel pescare gli “Under”, una delle cose fondamentali per vincere la serie D.
AGATINO CHIAVARO 7: Purtroppo l’ennesimo infortunio muscolare che lo ha colpito, così come accaduto negli ultimi anni della sua carriera, gli ha impedito di essere presente negli ultimi 3 mesi e mezzo di battaglie. Ma, fino a quando è riuscito a stare in campo, il difensore centrale catanese ha costituito una diga insormontabile insieme al suo compagno di reparto Ignoffo. Non è un caso che tutti i compagni pensano a lui come primo nome nella lista di coloro ai quali dedicare questa promozione. Un ennesimo esempio del concetto di “gruppo” che sta alla base di qualunque successo sportivo.
ANTONIO CUCINOTTA 7: Messinese purosangue, a 25 anni veste la maglia della squadra della sua città dopo una carriera passata a Villafranca e Milazzo da fedelissimo della “scuderia Lo Monaco”. Bravissimo nel gioco aereo nonostante un’altezza non proprio da granatiere, fa dell’anticipo e della grinta le sue doti principali, anche se a volte eccede e si becca qualche cartellino di troppo. Dopo l’infortunio di Chiavaro, però, diventa molto più disciplinato e dà il proprio apporto prezioso anche con due gol in momenti importanti del torneo. Adesso spera di continuare anche l’anno prossimo a sudare la maglia per la quale fa il tifo da bambino.
GABRIELE DI STEFANO 6.5: Colleziona 10 presenze all’inizio del campionato, quando la squadra non ha ancora assunto la fisionomia che l’ha portata a vincere il torneo. L’assetto tattico più prudente e la regola degli “Under” gli impediscono di essere protagonista nella parte centrale e finale, quando servivano due laterali più difensivi e Quintoni reclamava spazio. Viene impiegato nelle formazioni giovanili, dove riesce a conferire quell’esperienza necessaria a raggiungere le finali regionali Juniores.
GIOVANNI IGNOFFO 8.5: Dalle sue parti non si passa. È lui, insieme a Lagomarsini, Bucolo, Maiorano e Corona a costituire la spina dorsale sulla quale costruire la squadra, così come è scritto nei manuali del calcio. È lo “zio”, dentro e fuori dal campo, quello che non manca mai, al quale appoggiare la palla quando gli avversari pressano e serve lanciare lungo per ribaltare l’azione di gioco e creare pericolo. Il senso della posizione, l’esperienza, il fisico ancora integro gli danno il carisma per collezionare l’ennesima promozione di una carriera che ha percorso tutti i campionati dalla A alla serie D, senza macchia e senza paura. I tifosi si dimenticano subito del torto subito nel 2001 quando vestiva la maglia dell’Avellino e negò la promozione diretta al FC Messina. Dopo un paio di partite, Ignoffo era diventato un condottiero biancoscudato. Mai banale nelle interviste, riesce anche a dare un tocco di “humour” tipicamente palermitano alle sue dichiarazioni. Uomo-squadra.
SALVATORE LEO 6: Poche presenze, ma dimostra buone doti tecniche quando viene chiamato in causa da Catalano. Di lui si dice un gran bene e potrà tornare utile nel progetto dei Lo Monaco.
GIUSEPPE QUINTONI 7: Anche lui, come Cucinotta, frequentava gli spalti del “Celeste” da ragazzo, prima di iniziare una carriera che lo ha visto giocare tra serie D e C2, prima di approdare, due stagioni fa, alla corte dei Lo Monaco a Milazzo. Quest’anno, sacrificato dalla regola degli “Under”, è stato disciplinatamente a disposizione e, quando è stato messo in campo, si vedeva subito che si trattava di un giocatore che avrebbe meritato categorie superiori. Straripanti doti atletiche, ottimo controllo di palla e una grande sensibilità del piede sinistro. I calci di punizione e i corner erano equamente divisi tra lui e Bucolo ed ha servito assist deliziosi per i compagni risultando decisivo nella fase cruciale del campionato.
ROSARIO BUCOLO 8.5: Un moto perpetuo a centrocampo, capace di sradicare palloni dai piedi di esterrefatti avversari, alzare la testa e lanciare i compagni, oppure di dare i giusti tempi di gioco nei momenti di difficoltà, appoggiando dietro allo “zio” Ignoffo. È sempre stato sul pezzo, un vero e proprio martello anche nello spogliatoio, uno di quei calciatori che, anche all’ultima giornata, non vedono l’ora si ricominci a giocare. Nel Messina prosegue la tradizione degli Obbedio e dei Coppola, con l’augurio che possa anche raggiungere, con la maglia giallorossa, categorie fino ad oggi negategli forse perché appare poco dotato in un calcio troppo muscolare.
ANTONIO CICATIELLO 6.5: Prelevato in estate dalla Primavera del Genoa, ha rimpolpato il suo ruolo di under classe ‘94 con ottime prestazioni fino alla sconfitta di Cosenza, dove ha pagato lo scotto dell’inesperienza soprattutto nel primo tempo della gara del “S. Vito”. Anche lui, come Di Stefano, viene emarginato dal modulo scelto da Catalano per dare maggiore equilibrio. Nel finale di torneo ritrova un po’ di spazio, ma, obiettivamente, era durissima rubare minuti a Maiorano o Bucolo.
ANTONINO COMEGNA 6.5: Presentato dai Lo Monaco come uno degli acquisti più promettenti, non trova lo spazio che avrebbe meritato per le capacità tecniche che tutti gli riconoscono fin dal suo esordio nelle giovanili del Catania. La fiducia dello staff tecnico potrebbe essergli utile per farsi vedere di più in campo nella prossima stagione.
MARCO GUERRIERA 6.5: L’anno scorso si era fatto notare nell’ottimo campionato svolto dalla juniores del Milazzo e, in questa stagione, era stato tra i primi ingaggi annunciati dalla società. Alcuni fastidi fisici gli hanno impedito di dare il proprio apporto con continuità, ma sentiremo parlare in futuro di questo ragazzo catanese bravo in progressione e duttile tatticamente.
STEFANO MAIORANO 8.5: È stato uno degli ingranaggi fondamentali della macchina creata dai Lo Monaco e messa in campo da Catalano. I tifosi declinavano il suo cognome al plurale perché la sua chioma bionda si vedeva in tutte le parti del campo. Prototipo del “calciatore di categoria”, probabilmente spera di trovare a Messina quella continuità che gli consentì, qualche anno fa, di stare in pianta stabile in terza serie a Sorrento ed a Cava. La curva Sud si augura di vederlo a lungo in biancoscudato.
GIUSEPPE SAVANAROLA 7: Arrivato durante il mercato di riparazione a Messina dal Paternò con 9 gol segnati, ha fatto subito dimenticare Leon, partito da qualche giorno, con ottime prestazioni fatte di quantità e qualità. Nell’ultima fase del torneo ha pagato lo stress psicologico e fisico legato al trasferimento in una piazza più impegnativa, da tutti i punti di vista. La società ha investito su di lui, il futuro dirà se ha ancora intenzione di puntare su questo ragazzo molto dotato da un punto di vista tecnico e caratteriale, ritenendolo maturo per la Lega Pro.
ROBERTO CHIARIA 7.5: L’attaccante nato a Cernusco sul Naviglio svolge il compito per il quale era stato chiamato da gennaio a sostituire Antonio Croce: segnare e dare il proprio contributo alla vittoria del campionato. La società lo ingaggia proprio perché sa che di lui si può fidare e Chiaria ripaga la fiducia prendendo tante botte in silenzio, svolgendo il lavoro sporco contro difensori non sempre raffinati e facendosi trovare pronto sotto-porta quando serve. Un perfetto calciatore “made in Lo Monaco”: poche parole, molti fatti.
SALVATORE COCUZZA 7: Il voto è per una stagione nella quale ha avuto poche possibilità di fare la differenza come lui è capace in questa categoria. Ma Totò meriterebbe un bel dieci per la costanza, la partecipazione, l’attaccamento alla maglia che ha vestito nelle ultime 3 stagioni, attraversando tutti i tipi di intemperie e di difficoltà legate al mestiere di calciatore “dilettante”. A quasi 26 anni può vantare una esperienza e una caratura umana che ci auguriamo possa consentirgli sempre maggiori soddisfazioni nella sua carriera. È il testimone di quanto sia stata difficile questa ennesima rinascita del calcio messinese.
GIORGIO CORONA 8.5: Si è caricato sulle spalle il peso della squadra, sostenendo il ruolo di capitano e di memoria storica, insieme al cugino Cocuzza, delle vicissitudini dell’Acr Messina. A 39 anni ha ridotto le sue progressioni palla al piede che facevano ammattire gli avversari, ma i tifosi hanno bene impresso nella memoria il suo “valzer” ballato ai danni del povero Munafò, centrale del Città di Messina, nella gara di andata, ed alcuni gol segnati quest’anno che hanno dato lampi di calcio vero nel buio di una categoria abbastanza deprimente. “Re Giorgio” è stato una guida per tutti i compagni, ed anche all’esterno ha dato sempre l’immagine di un ambiente coeso e di una società granitica. Il campionato vinto con il Messina può essere il coronamento di una carriera splendida, ma Giorgione potrebbe anche avere voglia di continuare.
PEDRO FERREIRA 7.5: Il portoghese venuto fuori dal cilindro della dirigenza a campionato appena iniziato, fa subito sentire la sua presenza fin dall’esordio a Noto, quando firma la vittoria nei minuti di recupero. Durante tutto il campionato Catalano ne centellina l’impiego sia perché nei primi mesi stenta a trovare la condizione, e poi a causa della regola degli Under che impone tattiche e sostituzioni. Ferreira, però, è sempre determinante e, alla fine, merita gli applausi dei propri tifosi.
ANDREA PARACHÌ 7: È stato l’ “ultrà in campo” per buona parte del campionato. Nato a Giostra, da sempre ha tifato Messina e, sul terreno di gioco, con le sue scarpette fosforescenti e gli scatti (a volte anche d’ira) si è sempre fatto notare. Ha segnato alcuni bei gol, soprattutto quello che ha aperto la sfida con il Città di Messina al “S. Filippo”, ma, nel finale, è stato impiegato di meno da Catalano che ne doveva dosare l’esuberanza e mantenere sempre l’equilibrio di squadra.
ALL. GAETANO CATALANO 8.5: Da quando fa l’allenatore è perseguitato dall’etichetta di “bravo preparatore atletico”, ma lui non se ne cura troppo, almeno in apparenza. L’anno passato ha portato il Milazzo alla salvezza, quest’anno ha tolto il Messina dalla melma della serie D. Si potrà dire che è un uomo azienda, che non fa mirabilie tattiche, che non ha carisma, ma in realtà ha gestito con mano ferma tutta la stagione, superando in silenzio, grazie anche ad una dirigenza che ha decenni di calcio sulle spalle, le difficoltà presentatesi dentro e, soprattutto, fuori dal campo. Potrà sembrare poco loquace, soprattutto confrontandolo con altri tecnici anche di questa serie D, ma ha sempre conferito tranquillità e sicurezza alla squadra, costruendo un meccanismo non bellissimo da vedere in campo, ma terribilmente efficace. Per questo, merita lo stesso voto dei giocatori di maggiore carisma del Messina, perché, insieme a loro, ha consentito di centrare l’unico obiettivo stagionale: la vittoria.