Tanino Troja e il difetto di esser nato a Palermo...

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


di Pietro Ciccarelli*

Siamo nel 1958, campo di Via Papa Sergio I, rione Arenella, gara Faldese-Gaudium per il campionato Allievi: risultato finale 5-1, marcatori tre gol Troja (F.), un gol Patricola (F.), un gol Lo Verde (F.), un gol Sugaro (G.). È un vero e tremendo esercizio di memoria e sono pronto che qualcuno mi smentisca o precisi e incrementi i ricordi. Sono passati ben 53 anni e la memoria può anche tradire... Ma ricordo di un ragazzo alto e magrissimo che davanti alla porta avversaria sprecava palle gol su palle gol, per la rabbia dell'allenatore che in seguito seppi si chiamava Vincenzo Cavallaro e di cui chi scrive diventò amico.

La Gaudium era un'improvvisata squadretta di un oratorio in via Terrasanta. Ora c'è, e anche da molti anni - come vuole il progresso - un distributore di carburante. Ragazzini e basta, di cui nessuno dei componenti sperava in un futuro di calciatori. Di contro nella Faldese, in molti speravano di percorrere la carriera di calciatore. Il giovane Gaetano Troja abitava nel rione Resuttana e spesso assisteva agli allenamenti del Palermo. Un giorno si propose e fece il provino. Tutto bene. Non poteva essere diversamente per il giovane quindicenne che l'anno successivo, sempre nelle fila della Faldese (nome dato dal presidente Franco Costantino, perché il campo era alla falde di Monte Pellegrino) vinse il titolo di capocannoniere in Promozione - l'attuale Eccellenza- a soli 16 anni. Ebbene il Palermo doveva soltanto uscire 50 mila lire di allora, come premio preparazione. Ai dirigenti d'allora sembrarono troppi e il ragazzo andò in serie D nel Paternò.

Nel 63-64, la stessa società rosanero acquistò il centravanti Gaetano Troja per 80 milioni di lire e un giovane Angelo Busetta, in seguito divenuto attimo giocatore di serie C e tecnico vincitore di molti campionati. Questo l'antefatto. Negli anni Sessanta e Settanta il ruolo del centravanti era fondamentale e questo tipo di attaccante era il logico punto di riferimento finale di tutte le azioni offensive. Importanti era le ali, che di solito erano piccoletti di statura, ma veloci e in grado di fare il passaggio decisivo per la punta. Tanti i grossi nomi di quegl'anni: Harald Nielsen, danese nel Bologna, Alberto Orlando, nella Fiorentina, Sandro Mazzola nell'Inter, Vinicio nel Napoli, Josè Altafini Milan e Napoli, Angelo Benedico Sormani nel Sampdoria e poi Milan e Virginio De Paoli e Tanino Troja che giocava in A nel Brescia. Ebbene i due furono seguiti e corteggiati dalla Juventus. Fu scelto De Paoli e Troja fece, dopo due anni nel Brescia, ritornò nella sua Palermo in Serie A.

In maglia rosa il nostro Tanino fece mirabilie e il suo capolavoro fu il gol di testa al Cagliari nell'anno in cui i sardi vinsero l'unico scudetto della loro storia. Perché andare così indietro nel tempo e ricordare questo grande giocatore? Perché dalle nostre parti la storia non cambia. Niente 50 mila lire, meglio 80 milioni. Tanti talenti che nascono in Sicilia, ma per fare carriera devono andare fuori. Le eccezioni sono davvero poche: per l'appunto Gaetano Troja e Ignazio Arcoleo, ma quante critiche su questi due campioni. Il loro difetto? Essere nati a Palermo...

 

 

 

(Nella foto in alto Gaetano Troja; in quella in basso la formazione del Palermo 1968/69, in alto da destra a sinistra: Giubertini, Landri, Bercellino, Landoni, Reja e Troja. Accosciati: Furino, Maggioni, Pellizzaro, Lancini e Ferretti)

 

*Pietro Ciccarelli nasce a Mussomeli il 7 febbraio 1945. A sette anni con tutta la famiglia si trasferisce a Palermo, ma le sue vacanze estive sono tutte trascorse nel suo paese d'origine. Gli anni più belli e che fanno parte dei suoi ricordi sono gli anni Sessanta. Vive sia da spettatore che da protagonista il passaggio repentino dalla economia prevalentemente rurale all'arrivo della motorizzazione. Conclude gli studi magistrali, ma lavorerà per 35 anni nel settore dell'autoscuole. Due sono le sue vere passioni: il calcio e la letteratura italiana. Non ha mai giocato a calcio, in maniera seria, ma a 23 anni inizia a collaborare con Il Giornale di Sicilia, poi al Diario e al giornale L'Ora. Dal 1982 collabora ininterrottamente con La Sicilia di Catania, occupandosi di sport. Cercando su Google Pietro Ciccarelli, si possono leggere tutti i suoi scritti: calcio e recensioni di libri. Inizierà a collaborare con Golsicilia, con una rubrica che si occuperà di ex calciatori che hanno storie e ricordi da raccontare, dei talenti che potranno "sbocciare" e di tanto altro ancora... Ha pubblicato a sue spese il "libello" intitolato Generazione di Fenomeni, che parla della carriera dei giocatori nati a Palermo che hanno militato in serie A e B, che è andato letteralmente a ruba.


Redazione Golsicilia 29/06/2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti Articoli correlati
Golsicilia.it © 2014 Testata giornalistica telematica sportiva registrata presso il Tribunale di Palermo con pratica n.6 del 03/02/2010 e il Registro operatori della comunicazione con pratica n.20399
Direttore responsabile Dario Li Vigni  –   Edito dalla Montalbano editore di David Montalbano - via Cortigiani, 19 – 90135 Palermo – P.I. : 02582420846
Ricambi per moto e abbigliamento per bikers low costStampa digitale grande formato, banner, insegne, cartelloni, gonfaloni e tanto altro