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A Gennaio, quando Bruno Martorano, insieme ai soci Principato, Ficara e Falduto Zera, aveva finalmente raggiunto l'obiettivo di strappare l'Acr Messina ad Arturo Di Mascio, Marcella Chierichiella e Piero Santarelli, Sergio Campolo era raggiante, perché poteva concretizzare un suo "sogno": diventare allenatore di una squadra importante in una categoria come la serie D, diretta erede di quell'Fc Messina del quale era stato anche capitano durante la scalata imperiosa dalla C1 alla A, sotto la guida prima di Emanuele Aliotta e poi di Pietro Franza.
Sergio Campolo, in realtà, già un paio di volte negli ultimi due anni era stato prima accostato alla panchina del Messina e addirittura presentato come nuovo allenatore sia con Di Mascio che con la Chierichiella nelle vesti di presidenti. Ma non aveva mai avuto la soddisfazione di occupare quei sediolini del S. Filippo che avevano ospitato personaggi dello spessore di Bortolo Mutti, Gianpiero Ventura, Bruno Bolchi, Nello Di Costanzo (ma anche il "ciclone" Bruno Giordano). L'esonero, o le dimissioni, erano giunte, puntuali, dopo pochi giorni dalla sua designazione o presentazione in conferenze stampa sempre caratterizzate da "fuochi d'artificio" verbali, ribaditi, ovviamente con considerazioni di segno opposto, al momento in cui Campolo doveva allontanarsi dal suo "sogno". In questa stagione, durante la gestione tecnica di Loris Beoni, più volte l'ex centrocampista di Reggina, Perugia, Catania e Messina era stato visto in tribuna al "S.Filippo" e, quando Martorano annunciò la rescissione dell'accordo con Beoni, fu quasi naturale assistere alla presentazione di Campolo come nuovo allenatore, con tanto di firma dell'accordo davanti ai giornalisti ed ai tifosi. I risultati ottenuti, 20 punti in 13 partite,sembravano aver consolidato questa esperienza del mister reggino, che, da quando ha appeso le scarpette al chiodo, non è mai riuscito a lavorare con continuità, fatta eccezione per la stagione 2008-2009, in Eccellenza con l'Omega Bagaladi. E invece, ieri, l'annuncio a sorpresa, anche se già domenica circolavano voci che riferivano di uno scontro piuttosto acceso tra il tecnico e il capitano della squadra, Morabito, fino a qualche settimana fa sempre indicato pubblicamente come una delle colonne del Messina targato Martorano. Il Presidente, martedì sera, ha lasciato intendere chiaramente che "da circa un mese pensavamo a questa soluzione, ma speravamo che Campolo rivedesse certi suoi comportamenti sia nei confronti della società che rispetto alla squadra. Ma ciò non è avvenuto e non potevamo fare altrimenti. Sarei stato molto più preoccupato se non avessi preso questa decisione che prescinde dal fatto tecnico". Sembrerebbe quindi che, ancora una volta, Sergio Campolo si sia fatto tradire dal suo "caratteraccio" o da una personalità spiccata che gli aveva fatto dedicare pubblicamente, al termine del match contro l'Acireale, la vittoria a spese dei granata al suo "amico Vincenzo Principato", il vice presidente del Messina arrestato un paio di giorni prima nell'ambito di una inchiesta sulla 'ndrangheta reggina. L'ormai ex tecnico giallorosso, da quando ha ricevuto la notizia al "S.Filippo" alla ripresa degli allenamenti settimanali, non ha rilasciato nessuna dichiarazione, anche se in molti sono convinti che Sergio Campolo farà presto sentire la propria voce.
La squadra sembrerebbe non aver risentito, a botta calda, degli ultimi eventi e la preparazione prosegue oggi sotto la guida di mister Cirino, forte di una invidiabile serie di successi ogni qualvolta è stato chiamato, suo malgrado, a tappare i buchi in questa tempestosa annata agonistica.
Il prossimo appuntamento, per il quartultimo turno di campionato è a Mazara del Vallo, contro i gialloblù affamati di punti in chiave salvezza. Ma il Messina non può fermarsi, anche perché, in attesa delle decisioni della Corte Federale sulle sicure penalizzazioni per le vertenze con i tesserati, occorre avere un bottino di punti che consenta un certo margine di sicurezza per evitare i play-out. Il presidente non conferma nè smentisce che potrebbe anche arrivare un nuovo tecnico, per gestire questo finale di campionato e, eventualmente, iniziare a programmare la prossima stagione. Ieri sera è rimasto fino a tarda ora nella "pancia" del "S.Filippo" a ragionare con i suoi più stretti collaboratori sulle strategie immediate per far fronte a questo problema che si aggiunge ad una scala di priorità che vede, in primo piano, il risanamento della situazione debitoria ereditata dalla gestione Di Mascio-Chierichiella-Santarelli. Non si escludono sorprese nelle prossime ore che potrebbero portare a novità importanti per il futuro del "progetto Messina".
La piazza, o, per meglio dire, il gruppo di irriducibili che segue con costanza e passione le vicende dell'Acr Messina, assiste abbastanza perplessa all'ennesimo colpo di scena in salsa giallorossa, con la consapevolezza che, purtroppo, la tranquillità ed l'avvio del processo di rinascita sono concetti ancora appartenenti al futuro. Il presente è fatto ancora di attesa e di pochissima, flebile, forse incosciente speranza.